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Consigliere Pd assunto in Provincia, Fratelli d’Italia: “Fuori le carte”

Per Paglialonga e Melioli non è mai stata in dubbio la regolarità del concorso, ma “alcune omissioni e scelte sollevano interrogativi”

REGGIO EMILIA – Per Fratelli d’Italia Reggio Emilia non è mai stata in dubbio la regolarità del concorso indetto dalla Provincia il 12 luglio 2024 per un posto da funzionario amministrativo-contabile, che ha portato all’assunzione sia del primo classificato, Rainer Girardi (con un punteggio di 56/60), che del secondo, Federico Macchi (49/60), consigliere comunale del Pd in sala del Tricolore.

Tuttavia, dice il capogruppo dei meloniani in Comune Cristian Paglialonga, “alcune omissioni e scelte sollevano interrogativi che meritano risposte chiare e trasparenti, perché si allontani ogni dubbio di assunzioni pilotate”.

A rendere perplessi gli esponenti di Fdi è per prima cosa il fatto che il bando, “consultabile sul sito ufficiale, evidenzia un’ampia discrezionalità nella valutazione, in particolare nella prova orale (fino a 30 punti), basata su competenze tecniche e capacità relazionali”. Un “margine di soggettività che, unito alla presenza tra i vincitori di un consigliere comunale del Pd e figlio di un ex dipendente provinciale, alimenta domande legittime”.

Inoltre, aggiunge il consigliere comunale Lorenzo Melioli, “la Provincia ha giustificato l’assunzione del secondo classificato con un fabbisogno emerso a seguito di una mobilità volontaria in uscita. Sebbene questa motivazione sia plausibile, il tempismo appare singolare, considerando che il fabbisogno è emerso proprio in concomitanza con la posizione in graduatoria di un consigliere comunale”.

E ancora: “La Provincia definisce lo scorrimento una prassi consolidata, ma la comunicazione sembra più concentrata a enfatizzare la regolarità piuttosto che a chiarire i dettagli del processo”. Un altro aspetto critico, riprende Paglialonga, riguarda infine l’assenza sul sito istituzionale delle dichiarazioni di incompatibilità dei commissari, obbligatorie per legge, “che richiede che i commissari dichiarino l’assenza di conflitti d’interesse con i candidati, ma questi documenti non risultano pubblicati”.

Per i consiglieri di opposizione, dunque, “in un contesto in cui uno dei vincitori è legato a un ex dipendente provinciale di rilievo, tale omissione rappresenta una lacuna significativa che mina la trasparenza dichiarata”. Insomma, “considerando i legami familiari di un candidato, non mettiamo in dubbio la regolarità, ma chiediamo trasparenza. La Provincia pubblichi i documenti richiesti per garantire chiarezza ai cittadini”.