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Tarquini: “Il Comune fa cassa con Iren, ma a pagare sono cittadini e imprese”

Il capogruppo di Lista civica per Reggio: “Aumenti ingiustificati della tassa rifiuti per salvare i conti pubblici con i dividendi di Iren”

REGGIO EMILIA – La polemica sugli aumenti della TARI, la tassa sui rifiuti, accende il dibattito politico cittadino. A intervenire duramente è l’avvocato Giovanni Tarquini, capogruppo in Consiglio comunale della Lista Civica per Reggio e presidente dell’associazione Reggio Civica, che accusa l’amministrazione comunale di avallare gli aumenti proposti da Iren per coprire le falle nei conti pubblici.

Spiega Tarquini: “La Tari è una tassa che ogni cittadino e ogni impresa è obbligato a pagare per un servizio essenziale, ovvero la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani. Tuttavia, il servizio viene affidato a un fornitore selezionato tramite gara pubblica, e a Reggio Emilia, da anni, questo fornitore è Iren, società di cui il Comune stesso è socio”.

Secondo Tarquini, il nodo centrale della questione è proprio questo: “Iren presenta un piano economico-finanziario con nuove tariffe e relativi aumenti, e il Consiglio comunale si appresta a votare a favore, senza un’analisi approfondita. Ma perché dovrebbe farlo, se poi quei profitti tornano utili proprio al Comune?”.

Il Comune di Reggio Emilia possiede infatti il 6,4% del capitale sociale di Iren e nel 2024 ha incassato circa 10 milioni di euro in dividendi, una cifra determinante per chiudere il bilancio comunale senza gravi perdite.

Scrive Tarquini: “Nel bilancio consuntivo 2024, il Comune ha registrato una perdita di gestione ordinaria di -15,3 milioni di euro. Solo grazie ai dividendi Iren e ad altri proventi straordinari, l’amministrazione è riuscita a contenere il passivo, chiudendo con un risultato finale di esercizio negativo di -427 mila euro. A conti fatti il Comune tiene in piedi la propria macchina amministrativa con i soldi incassati grazie agli aumenti della Tari. E chi paga? Cittadini e imprese. La Tari aumenta, Iren incassa, il Comune riceve i dividendi e copre i buchi di bilancio. Tutto torna… tranne la giustizia fiscale”.

Tarquini punta il dito contro la maggioranza di centrosinistra che governa Reggio Emilia: “Per anni ci hanno accusati di allarmismo quando denunciavamo i costi eccessivi e la scarsa trasparenza. Oggi sono costretti ad ammettere che la situazione è critica, ma continuano a far ricadere le responsabilità sul governo centrale, quando la gestione della sicurezza urbana, del decoro e della fiscalità locale è tutta nelle loro mani”.

Infine, un appello diretto ai cittadini: “È ora di aprire gli occhi. Non si può più far finta di nulla. Serve un cambiamento di rotta, serve trasparenza, serve equità. Non si possono usare le tasche dei reggiani per tappare i buchi di bilancio e continuare a dire che va tutto bene”.