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Tari, il consiglio comunale approva le nuove tariffe

Dell’8% per le utenze domestiche e del 9% per quelle non domestiche. Confermate tutte le agevolazioni per le utenze più fragili

REGGIO EMILIA – Via libera, oggi in Consiglio comunale di Reggio Emilia, agli adeguamenti alla tariffa rifiuti che scatteranno dall’ultima rata 2025. La variazione della Tari è stata approvata con 18 voti a favore (Pd, M5s, lista Massari, Europa verde-Possibile) e 10 contrari (Coalizione civica, Fdi, Fi, Lista Tarquini).

Gli adeguamenti – resi necessari dalle indicazioni di Arera – si attestano a Reggio Emilia “a quote inferiori alla media”. Il Comune di Reggio Emilia spiega infatti di aver “scelto di limitare l’aggravio di spesa per cittadini e attività”, come già fatto mantenendo inalterata l’Irpef. Le tariffe vengono così riviste mediamente dell’8% per le utenze domestiche e del 9% per quelle non domestiche (contro un 13% di adeguamento monetario stabilito da Arera).

Il tutto mantenendo le agevolazioni già in essere per alcune categorie di utenti per un ammontare di circa 930.000 euro, di cui 350.000 di natura sociale. Pur dovendo adeguare le tariffe all’impennata dei costi, il Comune ha infatti deciso di “continuare a tutelare il più possibile le categorie più fragili fra le utenze domestiche e difendere il sistema produttivo da incrementi eccessivi”.

Confermate tutte le agevolazioni previste dal regolamento comunale, così come le agevolazioni per le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato con uno sconto del 100% della quota variabile non misurata. Vengono inoltre confermate le agevolazioni sociali della tariffa rifiuti a sostegno delle famiglie a basso reddito. In particolare, si mantiene l’agevolazione del 100% della quota variabile non misurata con Isee fino a 15.000 euro indipendentemente dal numero di figli a carico e fino a 30.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

Gli aumenti andranno a incidere in maniera diversa secondo le tipologie di utenti. Per quelle domestiche l’incremento sarà compreso mediamente tra i 13 e i 40 euro annui, a seconda delle dimensioni familiari e degli spazi in uso. Per le non domestiche gli aumenti sono legati alla superficie e alla categoria commerciale di appartenenza. A titolo esemplificativo botteghe e piccoli esercizi vedranno un aumento medio di circa 35 euro annui, di 145 euro annui per bar e piccole attività di ristoro, con cifre crescenti per categorie come mense, ospedali e aziende a seconda delle loro dimensioni.

Il contenimento dei costi è reso possibile da circa 1,5 milioni di euro recuperati dal contrasto dell’evasione della Tari e da 530.000 euro di fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, come premio per la raccolta differenziata che ha raggiunto quota 83% in città nel 2024, e dunque raggiungendo con due anni di anticipo (nel 2023) l’obiettivo di superare l’80% fissato entro il 2025. E sempre per agevolare gli utenti, come già fatto per le imprese, è allo studio anche l’introduzione di ulteriori possibilità di rateizzazione delle bollette per le utenze domestiche.

Ci si aspetta infine un contributo importante dalla gara per l’individuazione del nuovo gestore del servizio rifiuti, dato che in altre città ha consentito di ottenere nuovi margini di contenimento costi. Inoltre, con 140.000 euro in tre anni, sono state introdotte fototrappole contro l’abbandono di rifiuti, ingombranti o sostanze pericolose: sono state accese in diverse zone e periodicamente ruoteranno per coprire i quartieri, dal centro storico a Santa Croce, dalla stazione a zone più residenziali come Canalina e altre aree. Le sanzioni andranno dai 200 ai 600 euro, con denuncia penale per abbandono di sostanze pericolose.