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Reggio Civica stronca gli Street tutor: “Un palliativo”

Marchesini: “Il problema della sicurezza non si risolve moltiplicando figure prive di reali poteri e competenze”

REGGIO EMILIA – Il progetto degli street tutor varato dal Comune di Reggio Emilia non convince l’associazione Reggio Civica. Per l’avvocato Matteo Marchesini, esponente del gruppo rappresentato in Comune da Giovanni Tarquini e Carmine Migale, l’amministrazione ha infatti “imboccato una strada che più che una risposta concreta al tema della sicurezza urbana sembra un goffo tentativo di mascherare l’assenza di una visione organica e lungimirante e la volontà di non investire seriamente sul tema della sicurezza”.

Insomma “è una vera e propria non scelta: si è preferito ricorrere a una sorta di palliativo”. Il problema della sicurezza, continua Marchesini, “non si risolve moltiplicando figure prive di reali poteri e competenze. La scelta di affidare a soggetti terzi un compito tanto delicato appare persino ingenua. Siamo di fronte a un’iniziativa che non produrrà effetti tangibili né sulla prevenzione dei reati né sul senso di tranquillità che i cittadini chiedono con sempre maggiore insistenza”.

Per il legale “c’è poi un altro aspetto che non può essere taciuto: il costo. In un momento in cui le risorse pubbliche dovrebbero essere impiegate con rigore e responsabilità, si sceglie di finanziare un dispositivo che rischia di gravare sulle casse comunali senza offrire alcun ritorno concreto”. Si tratta di denaro “che avrebbe potuto essere destinato a rafforzare i presìdi esistenti, migliorare la dotazione delle forze dell’ordine, come l’acquisto di taser o la realizzazione di una unità cinofili, o investire in tecnologie e servizi, come l’aumento di sistemi di videosorveglianza, che davvero contribuiscano alla tutela della città”.

Quella adottata, conclude quindi Marchesini, “è l’ennesima dimostrazione di come l’amministrazione preferisca le scorciatoie poco lungimiranti alle decisioni strutturali, le soluzioni di facciata alle politiche di lungo respiro. Ma la sicurezza è un bene troppo prezioso per essere affidato a interventi estemporanei e a misure che rischiano di essere inefficaci e costose”. Occorre invece “tornare a progettare, con serietà e coraggio, insieme ai soggetti preposti per legge alla tutela della sicurezza della collettività locale, vale a dire prefetto e questore, un modello di città sicura, all’altezza delle sfide del presente”, conclude il civico.