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Referendum flop e il messaggio a Pd, M5S e Avs: senza campo largo non si vince

Il 30% di affluenza è un segnale chiaro. Un campanello d’allarme che suona anche a Reggio Emilia dove, dopo le elezioni, i moderati sono stati snobbati

REGGIO EMILIAIl voto del referendum è un segnale molto chiaro a Pd, M5S e Avs. Un campanello d’allarme che suona molto chiaramente a livello nazionale, ma anche locale. Se qualcuno pensava di poter mettere insieme un centrosinistra con una trazione a sinistra, costringendo poi i centristi e i moderati, tipo Azione, Italia Viva, Psi e +Europa ad aggregarsi accettando le loro condizioni, ha perso la partita.

Il 30% di affluenza non autorizza Conte, Schlein e Fratoiannni a pensare di essere autosufficienti (a parte il fatto che la Schlein ha problemi anche dentro al suo partito dato che molti moderati hanno votato no ai referendum sul lavoro per abrogare una legge, il Jobs act, che peraltro aveva voluto lo stesso Pd con Renzi).

Il campo largo è l’unica possibilità che ha il centrosinistra di tornare a vincere le elezioni e, anche se è difficile fare dialogare Avs con Italia Viva ed Azione, è l’unica possibilità, per Schlein e compagni, tornare a governare. Gli esempi di Sardegna e Genova insegnano.

Anche quello di Reggio Emilia, in teoria, dovrebbe insegnarlo. Il segretario del Pd, Massimo Gazza, ha costruito la vittoria di Massari di un anno fa con un campo largo, ma poi qualcuno si è dimenticato, evidentemente, una volta vinto, di chi ha portato acqua al mulino che non è riuscito ad ottenere ricompense né in giunta, né da altre parti. Ci sono forti malumori, soprattutto fra i centristi, in particolare Azione, per come è stato gestito il dopo voto. Qualcuno ricorda i tempi del vecchio Pci quando a Reggio era autosufficiente, ma metteva comunque in giunta i socialisti.

Oggi, a Reggio, nel 2025, non è avvenuto. Eppure senza i voti di Azione, Italia Viva, +Europa e Sic, Massari avrebbe rischiato seriamente il ballottaggio. Il campanello d’allarme suona dunque anche nella nostra provincia. Se Pd e M5S continueranno ad snobbare i moderati, difficilmente torneranno a ricreare il campo largo nel nostro Comune. Nella nostra città, probabilmente, si rischierebbe solo di andare al ballottaggio, ma in Italia la sconfitta sarebbe sicura.