I sì nella nostra provincia sono stati 26 punti percentuali sotto a quelli degli altri quesiti: un dato più basso della media regionale e nazionale
REGGIO EMILIA – Tra i cinque referendum abrogativi recentemente sottoposti al voto, quello sulla cittadinanza italiana per gli stranieri si è rivelato il vero “flop nel flop”. Non solo, come per gli altri quesiti, l’affluenza nazionale si è fermata ben al di sotto del quorum richiesto del 50%, ma il quesito sulla cittadinanza è stato anche il meno votato in senso favorevole.
E’ successo in Italia, dove il sì a questo quesito si è fermato intorno al 65% a fronte di una media dell’88% degli altri quesiti, ma anche nella nostra provincia dove, addirittura, il dato dei sì è sotto a quello nazionale e arriva al 62,78%, anche più basso della media regionale che è del 64,25%. Il sì agli altri quesiti, nella nostra provincia, è intorno all’88%.
Uno scarto di circa 26 punti percentuali che rappresenta un chiaro segnale politico: sull’estensione dei diritti agli immigrati, l’elettorato è molto più diviso. E bisogna aggiungere che, in questo referendum, chi è andato alle urne erano sicuramente persone più vicine al centrosinistra che al centrodestra. Se andasse a votare anche chi è stato a casa il risultato sarebbe stato ben diverso.
Il quesito, come noto chiedeva di ridurre da 10 a 5 anni il periodo minimo di residenza per ottenere la cittadinanza italiana, ma le urne hanno raccontato un’altra storia.

