Ha lavorato 15 ore in più del dovuto fra aprile e maggio. Il sindacato Confsalcom: “Così non si valorizza chi si impegna”
REGGIO EMILIA – Fa gli straordinari, ma l’azienda lo sanziona. Succede a Reggio Emilia, dove R.G., un portalettere in servizio nel centro di distribuzione del capoluogo emiliano, si è visto recapitare il 23 giugno scorso una lettera di contestazione disciplinare firmata dal responsabile delle Risorse umane di Poste per la macro area centro nord. Il motivo? Aver tenuto nei mesi di aprile e maggio “nell’esecuzione della prestazione lavorativa, un comportamento in contrasto con quanto previsto dal contratto nazionale vigente in materia di orario di lavoro”.
Cioè “essersi trattenuto senza autorizzazione ed in modo del tutto arbitrario nei locali aziendali oltre l’orario previsto” per un totale – come dettagliato da una tabella allegata alla missiva – di oltre 15 ore nei due mesi ‘incriminati’. Sulla vicenda, che sta nel frattempo diventando virale sui social, interviene anche il sindacato Confsalcom, con il segretario regionale aggiunto dell’Emilia-Romagna Francesco Arcuri.
“Parliamo di un lavoratore esemplare, sottoposto a procedimento disciplinare per un motivo che definire assurdo è un eufemismo”, commenta Arcuri. Il portalettere è stato sanzionato “non per negligenza, non per un’inadempienza, bensì per aver svolto con scrupolo e dedizione il proprio lavoro, anche oltre i limiti ordinari, pur in condizioni di carico e stress eccezionali, e in giornate segnate da temperature estreme”, sottolinea ancora il segretario.
Ma, “invece di premiare l’impegno di chi, pur di garantire il servizio, si è assunto responsabilità e rischi ben oltre il suo dovere, si tenta ora di punirlo con una sanzione che – se non contrastata – potrebbe tramutarsi in una vera e propria multa”. Per Confsalcom “una prospettiva inaccettabile, che configura un pericoloso precedente”.
Chiedendo che la sanzione venga ritirata, Arcuri prosegue: “Siamo stanchi di una gestione del personale che invece di motivare, minaccia. Di una dirigenza che invece di ascoltare, reprime. Che invece di valorizzare chi si impegna,colpisce chi osa lavorare con coscienza”. Per questo “saremo al fianco del lavoratore R.G. in ogni sede giudiziaria e sindacale. Il nostro studio legale è già attivo per la sua piena tutela, e continueremo a raccogliere testimonianze da ogni parte d’Italia”. Perché questa storia, “se non fermata subito può rappresentare una deriva gravissima per tutta la categoria dei portalettere e, più in generale, per i diritti dei lavoratori”, evidenzia infine il sindacalista.

