Economia
|Polo Moda, la Cgil: “Scelta in stile padronale quella di Max Mara”
Il segretario Sesena avverte: “Non accetteremo ritorsioni sulle lavoratrici di Manifattura di San Maurizio”
REGGIO EMILIA – “La decisione di Max Mara di non dar seguito agli impegni presi con l’amministrazione comunale appare strumentale e davvero incomprensibile”.
Lo dice Cristian Sesena, segretario della Cgil di Reggio Emilia, precisando che “la vertenza delle lavoratrici di Manifatture San Maurizio non ha nessun legame con il piano urbanistico approvato il 23 giugno scorso, e come Cgil mai abbiamo chiesto di subordinare l’approvazione di quest’ultimo ad una felice soluzione dei problemi delle maestranze interessate dalla agitazione sindacale”.
Continua Sesena, “nell’incontro con il sindaco – del 25 giugno scorso – le stesse lavoratrici hanno espresso il loro plauso al voto consiliare, riconoscendo il valore per Reggio Emilia di quel piano di recupero, chiedendo nel contempo che il tema qualità del lavoro rimanesse in agenda per il futuro”.
Il posizionamento del Gruppo, sottolinea ancora il segretario, pare quindi “improntato ad una ‘lesa maestà’ ed ad una visione padronale che supera i confini della fabbrica per estendersi alla città tutta, e la dice lunga di quanto schemi e logiche del secolo scorso continuino a essere tenuti pervicacemente in vita”. Inoltre, “particolarmente gravi appaiono le accuse al sindaco e a quei consiglieri comunali, cui va solidarietà, che avrebbero chiesto, auspicato, in sede di discussione del piano urbanistico, anche una soluzione positiva della vertenza in atto”.
Sesena ribadisce poi che “il dibattito politico, il rispetto delle opinioni anche diverse, l’agire democratico di un’amministrazione pubblica, non devono mai essere soggette a condizionamenti o approvazione di un gruppo industriale, seppur importantissimo come quello rappresentato dalla famiglia Maramotti”.
Pertanto, “nel ribadire la nostra genuina volontà di dialogo verso la direzione aziendale, non possiamo però esimerci dal ribadire che non tollereremo in alcun modo, forme di pressione, ritorsione, colpevolizzazione dirette e indirette, verso le lavoratrici e i lavoratori di Manifatture San Maurizio che hanno solo avuto il coraggio di denunciare condizioni davvero poco in sintonia con i tempi e gli standard di qualità del lavoro che un colosso industriale come Max Mara dovrebbe prefiggersi di garantire ai suoi addetti”, avvisa Sesena.

