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Piazza Fontanesi, razzi, bottiglie rotte e rissa: caos nella movida
Foto di repertorio di piazza Fontanesi

Una festa di compleanno degenera in tensioni tra giovani. Una cliente ustionata, 50 ragazzi coinvolti. Massari: “Gesto da irresponsabili. Aumenteremo i controlli”

REGGIO EMILIA – Attimi di paura, nella notte tra venerdì e sabato, in piazza Fontanesi, cuore della movida reggiana, dove un gruppo di giovani, prevalentemente minorenni di origine nordafricana, ha acceso una batteria di fuochi d’artificio tra i tavoli dei locali, innescando una serie di episodi di tensione e scontro.

A raccontare quanto accaduto è Luca Ferri, titolare del ristorante Mangiamore, uno dei locali affacciati sulla piazza: “Un gruppo di ragazzini stava festeggiando un compleanno e ha messo una batteria di razzi in mezzo alla piazza. Un passante l’ha calciata per allontanarla e i fuochi sono partiti in orizzontale, ad altezza d’uomo. Uno mi ha sfiorato, una cliente si è ritrovata con i capelli bruciati”.

Subito dopo, la situazione è degenerata. Sono intervenuti diversi cittadini e se la sono presa con i responsabili. Sul posto sono anche arrivati polizia locale, carabinieri e polizia di Stato. Continua Ferri: “Il gruppo era composto da almeno una cinquantina di ragazzi, molti dei quali minorenni, alcuni arrivati in Italia come non accompagnati (presi in carico dai servizi sociali del Comune, ndr), già noti alle autorità per episodi analoghi avvenuti nelle settimane precedenti”.

Non è tutto. C’è stata una rissa nei pressi del liceo Ariosto, in via Gazzata, mentre il gruppo di giovani nordafricani si stava dirigendo verso il parco Tocci. “Alcuni ragazzi reggiani – racconta Ferri – hanno cercato di fermarli e, in risposta, sono state lanciate bottiglie. È seguita una piccola colluttazione tra giovani italiani e un altro gruppo di ragazzi marocchini”.

Conclude Ferri: “Così non si può andare avanti. È ora di dire basta. Piazza Fontanesi va tutelata. Serve un presidio fisso di forze dell’ordine, servono controlli su chi consuma e su chi vende da bere alcolici ai minorenni. La tensione è alta e c’è il rischio che la situazione degeneri in una pericolosa escalation, anche sul piano etnico, cosa che va assolutamente evitata”.

Sulla vicenda, su cui indagano le forze dell’ordine per individuare i responsabili, è intervenuto anche il sindaco Marco Massari: “L’idea che qualcuno pensi di poter fare quello che vuole in uno spazio pubblico molto frequentato non può semplicemente essere definito una bravata: lanciare botti e petardi in una piazza affollata è un gesto da irresponsabili. La rissa che ne è seguita, tra gruppi di giovani più o meno organizzati, è anch’essa da condannare senza remore: la città deve essere di tutti, ma tutti devono rispettare le più elementari norme di convivenza e di rispetto delle persone e delle cose”.

Continua il primo cittadino: “Ho incontrato alcuni esercenti della piazza che mi hanno descritto l’accaduto e mi hanno manifestato le loro preoccupazioni, di cui mi farò carico: li ho anche ringraziati per l’atteggiamento responsabile che hanno tenuto in quei frangenti e per l’assistenza che hanno dato ai cittadini presenti. Li voglio già ora rassicurare che faremo tutto il possibile perché tali situazioni non si ripetano. Per questo ho già dato precise indicazioni ai dirigenti della polizia locale di aumentare controllo e presidi in quelle zone”.

Il sindaco si è confrontato con la prefetta Cocciufa e con le forze dell’ordine chiedendo indagini accurate ed una intensificazione della loro presenza a scopo preventivo e per una più efficace gestione di eventuali incidenti. É stata anche concordata la convocazione del Cosp, sede istituzionale di analisi e di individuazione delle idonee misure da prendere.

Conclude il sindaco: “Aspettiamo ancora dal governo il potenziamento degli organici delle forze di polizia previsto e risposte tempestive sul progetto relativo alla introduzione degli street tutor, pensato proprio per queste situazioni. L’impegno del Comune per rendere il centro storico più vivo e sicuro prosegue, con la necessaria ed indispensabile collaborazione di polizia locale, forze dell’ordine, associazioni imprenditoriali, comitati, esercenti, le consulte, i gruppi di controllo di comunità”.