La proposta nel decalogo per la sicurezza del gruppo che chiede anche un “presidio mobile” per il centro storico e controlli in borghese contro le baby gang
REGGIO EMILIA – Costruire il nuovo Comando della Polizia locale non più in zona stazione, come previsto, ma alle ex Reggiane. Inoltre, raddoppiare l’ufficio decentrato in via Turri portandolo da sette a 14 agenti e attivare un “presidio mobile” per il centro storico e controlli in borghese contro le baby gang. Sono le novità per la sicurezza urbana di Reggio Emilia proposte nel decalogo stilato dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale.
Un documento, spiegano oggi i consiglieri, “nato dalla costante interlocuzione con le forze dell’ordine e le associazioni di categoria” e che riprende in parte istanze che, in sala del Tricolore, risultano pendenti o già bocciate dalla maggioranza. A fare più rumore è la richiesta di “delocalizzare” la nuova sede della Polizia locale, che verrà formalmente depositata oggi in Comune e nei prossimi giorni anche in Regione.
Dopo un lunghissimo contenzioso legale con i proprietari, infatti, l’amministrazione è riuscita di recente ad espropriare l’area dell’ex fabbrica Enocianina in viale IV Novembre (a due passi dalla stazione storica) dove sorgerà il nuovo edificio.
L’investimento previsto è di sei milioni e mezzo, di cui 1,5 a carico della Regione e il resto coperto da piazza Prampolini. Ma il luogo del nuovo Comando, pensato per arginare il degrado del quartiere fungendo da deterrente, non è per FdI quello giusto.
“Tutti gli operatori della sicurezza – evidenzia il capogruppo in Consiglio comunale Cristian Paglialonga- indicano il Parco dell’innovazione alle ex Reggiane come la zona migliore dal punto di vista logistico e strategico”. Questo “per via della sua vicinanza ad altri punti nevralgici come la stazione Mediopadana, quella storica, la Rcf Arena e lo stadio Mapei, e anche con il centro storico”.
Un provvedimento che i commercianti del centro storico applaudirebbero sarebbe poi quello di un presidio mobile dedicato, consistente in una pattuglia con almeno quattro o cinque operatori, in servizio su turni mattina, pomeriggio e sera. La misura, insieme ai controlli in borghese che “permettono di cogliere sul fatto chi delinque senza arrivare sempre dopo”, dice il responsabile Sicurezza di Fdi Ivaldo Casali, aiuterebbe anche il contrasto alle baby gang.
Un fenomeno tornato a Reggio sotto i riflettori non più tardi di venerdì sera, quando in piazza Fontanesi due gruppi di “maranza” hanno esploso dei fuochi d’artificio per poi affrontarsi. Fratelli d’Italia è consapevole che alla Polizia locale servono più uomini e risorse. Per questo si chiede al sindaco e alla Giunta di attivarsi per aumentare di 30 unità l’organico, colmando la lacuna che vede oggi circa 160 operatori in servizio, a fronte dei 200 previsti. Un punto su cui, attaccano i meloniani, l’amministrazione comunale non avrebbe fatto abbastanza “visto che nell’ultimo bando per le assunzioni della Regione ha fatto richiesta per soli tre agenti”, sottolinea Alessandro Aragona, coordinatore provinciale reggiano di FdI e consigliere comunale e regionale.
Sul fronte delle dotazioni si chiede di dare agli agenti il cosiddetto “taser” (la pistola ad impulsi elettrici), ma anche di comprare per il Corpo un proprio cane antidroga. “Oggi, utilizzando in condivisione un’unità cinofila della Bassa, si riescono ad eseguire solo 20/25 servizi all’anno, un numero troppo esiguo”, spiega Paglialonga. Che infine invita il Comune ad ammodernare le proprie dotazioni tecnologiche per la sicurezza: “L’ente ha speso 120.000 euro per acquistare telecamere di videosorveglianza del 2014, che risultano obsolete e con una scarsa qualità delle immagini”, dice ancora Paglialonga. Inoltre “si potrebbero installare dei dispositivi Ocr di lettura delle targhe in diversi punti di accesso alla città, per sapere in tempo reale se vi arriva un pregiudicato”. Insomma, conclude Aragona, “alcune azioni possono essere fatte domattina.
Il centro storico è una bomba ad orologeria e il sindaco non può eleudere le sue responsabilità dicendo che ha competenze limitate, bocciando tutte le proposte dell’opposizione, e ammettendo infine che c’è un problema”. Sulla Polizia locale, “può e deve dare un forte indirizzo politico”, chiude ancora Aragona.

