Editoriali
Diritti delle donne calpestati in fabbrica, ma il Pd tace
I Dem si accingono a votare, il 23 giugno, il Polo della Moda di Max Mara alle ex Fiere. A livello nazionale fanno la voce grossa sui temi del lavoro, ma in quello locale non sanno o non vogliono alzarla contro Luigi Maramotti
REGGIO EMILIA – Il Pd reggiano resta silente sulla triste vicenda delle lavoratrici della Manifattura di San Maurizio, azienda del gruppo Max Mara, che vivono condizioni molto difficili nella loro azienda. Già nel gruppo guidato da Luigi Maramotti, come è noto, non vengono rispettati i contratti nazionali di lavoro che, peraltro, non erano mai stati applicati nemmeno dal padre Achille.
Ora, però, il sindacato e le lavoratrici denunciano “usura fisica, pressioni individuali, mancato riconoscimento economico e dei passaggi di livello, rigidità organizzativa e nessuna disponibilità al confronto con i sindacati”.
Alcune delle 220 lavoratrici dell’azienda, in alcune interviste uscite sul Fatto Quotidiano, hanno raccontato: “Ci hanno chiamato mucche da mungere. Ci hanno detto che siamo grasse, obese, ci hanno pure consigliato esercizi da fare a casa per dimagrire. Ci pagano praticamente a cottimo e controllano anche quante volte andiamo in bagno, ma siamo tutte donne e tutte abbiamo il ciclo. È disumano e vogliamo che questa cosa finisca”.
Sulla vicenda sono intervenuti, M5S, Sinistra Italiana, Europa Verde, Possibile e Reggio in Comune, ma si registra un silenzio assordante del Partito Democratico. Lo stesso Pd che si accinge a votare, lunedì 23 giugno in consiglio comunale, il via libera definitivo alla costruzione di un “polo della moda” di Max Mara nei capannoni delle ex fiere.
Ricordiamo che il Comune ha predisposto un piano attuativo di iniziativa pubblica che è stato assunto dalla giunta comunale (a cui è seguita l’adozione da parte del Consiglio comunale) che ha trasformato quell’area da uso pubblico a privata, aumentandone così considerevolmente il valore e permettendo a Max Mara, nuovo proprietario, di realizzare il polo della Moda.
Ebbene il partito che, anche in questa provincia, si è schierato a favore dei referendum sul lavoro raccogliendo firme a favore del diritto al reintegro e per la sicurezza dei lavoratori non ha nulla da dire, a quanto pare, su quanto sta accadendo a Manifattura di San Maurizio. Anzi, si accinge a votare un piano che permetterà la costruzione di un Polo della moda alle ex Fiere.
Un atteggiamento decisamente contraddittorio. A livello nazionale i Dem fanno la voce grossa sui temi del lavoro, ma a livello locale non sanno o non vogliono alzarla contro Luigi Maramotti.







