Politica
|Diritti calpestati a Max Mara e Interpuls, il M5S chiede giustizia
La deputata Ascari presenta due interrogazioni parlamentari: “Basta soprusi e licenziamenti ingiustificati, serve giustizia per le lavoratrici e i lavoratori”
REGGIO EMILIA – Due casi distinti ma emblematici, che riportano al centro del dibattito pubblico la questione delle condizioni di lavoro e della tutela dei diritti delle lavoratrici. La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato due interrogazioni parlamentari alla ministra del Lavoro Marina Calderone, denunciando quanto accaduto presso la Manifattura Max Mara di San Maurizio e l’azienda InterPuls di Albinea, in provincia di Reggio Emilia.
Scrive la deputata M5S Stefania Ascari: “Alla Max Mara ci troviamo di fronte a un clima lavorativo opprimente: ritmi produttivi estenuanti, controlli continui e retribuzioni basate sul cottimo mettono a rischio la salute, la dignità e la serenità di chi lavora”.
Secondo le testimonianze raccolte, il contesto alla Manifattura sarebbe segnato da pressioni sistematiche sul personale, in particolare sulle lavoratrici, per aumentare la produttività a discapito del benessere e della sicurezza.
Ancora più grave, sottolinea il M5S, quanto avvenuto in InterPuls, dove due lavoratrici part-time con anni di esperienza sono state licenziate senza preavviso né confronto sindacale. Una di loro era appena rientrata dalla maternità. Il motivo? L’introduzione di un software che ha automatizzato le loro mansioni.

“Non possiamo accettare – prosegue Ascari – che l’innovazione tecnologica venga usata come pretesto per scaricare le persone, in particolare le donne, senza offrire alternative o percorsi di ricollocamento. È una deriva disumana e contraria a qualsiasi principio di giustizia sociale”. Il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia e Provincia ha assicurato che non lascerà cadere la questione nel silenzio.
“Queste vicende – dichiara Tiziana Tornincasa del Gruppo Territoriale M5S – non sono casi isolati. Raccontano una realtà diffusa in cui troppo spesso il lavoro perde centralità, le lavoratrici sono penalizzate e i diritti vengono erosi nel nome dell’efficienza. Non ci fermeremo finché non verrà fatta piena luce”.
Il Movimento chiede interventi ispettivi nelle aziende coinvolte e un rafforzamento delle garanzie per i lavoratori, soprattutto nei momenti di transizione tecnologica e riorganizzazione produttiva. “Giustizia e dignità – conclude Ascari – non devono restare parole astratte, ma diventare realtà quotidiana per chi lavora. È per questo che continueremo a vigilare e a batterci in Parlamento e sui territori”.


