Il capogruppo Paglialonga: “Chiediamo una commissione sulla istruttoria della Corte dei Conti”
REGGIO EMILIA – “Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Gli accertamenti in corso da parte della Corte dei Contidell’Emilia-Romagna, pur riguardando formalmente la giunta in carica negli anni passati, toccano direttamente l’attuale maggioranza, che è espressione dello stesso partito e della medesima continuità politica e amministrativa”.
Lo afferma Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune a Reggio Emilia, commentando l’accusa di presunto danno erariale per 625.000 euro contestato dalla Procura della Corte dei conti all’ex sindaco Luca Vecchi e a quattro assessori (più alcuni dirigenti comunali), in relazione alla vicenda sfociata nel processo “Appaltopoli”.
Quello che sta emergendo, prosegue Paglialonga, “mette in luce un’inadempienza erariale potenzialmente devastante, che chiama in causa la responsabilità e la trasparenza dell’intero sistema di governo cittadino”. Ma, per l’esponente del partito di Giorgia Meloni, “c’è di più, e di peggio: siamo venuti a conoscenza solo ora di questa vicenda grazie alla stampa. Ed è legittimo chiedersi: da quanto tempo l’amministrazione è a conoscenza dell’apertura di questo fascicolo da parte della Corte dei Conti? Se la Giunta fosse stata informata anche solo da poche settimane, sarebbe gravissimo che non abbia ritenuto doveroso riferire nulla al Consiglio comunale, né tantomeno convocare una commissione urgente per informare la città”.
Per Paglialonga “questo modo opaco di gestire la cosa pubblica è inaccettabile. Se l’amministrazione sapeva e ha taciuto, è complice di un tentativo deliberato di sottrarre all’attenzione pubblica un potenziale danno erariale che potrebbe ricadere sui cittadini. Se invece non sapeva, allora si ponga immediatamente il problema della totale assenza di controllo interno”.
Insomma, conclude il capogruppo di Fdi, “noi pretendiamo trasparenza totale, subito. Chiediamo la convocazione immediata di una commissione d’indagine consiliare per fare piena luce sulla vicenda. E se verrà accertato che qualcuno ha mentito o nascosto informazioni al Consiglio, dovrà assumersene tutte le responsabilità, politiche e istituzionali.

