Primo Maggio
|Primo Maggio, sindacati e lavoratori in piazza a Reggio Emilia
Cgil, Cisl e Uil rilanciano l’appello di Mattarella: “Basta morti sul lavoro. Servono salari dignitosi, stabilimenti attivi e alleanze per la sicurezza”. I lavoratori di Inalca: “Vogliamo lo stabilimento a Reggio”
REGGIO EMILIA – Sindacati e lavoratori in piazza anche a Reggio Emilia, il Primo Maggio, per mettere al centro il tema della salute e della sicurezza sul lavoro. Cgil, Cisl e Uil hanno rilanciato l’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito la sicurezza una “priorità non più rimandabile” e ha chiesto l’impegno condiviso di imprese, istituzioni e lavoratori per fermare una strage silenziosa.
I numeri parlano chiaro: un infortunio sul lavoro ogni minuto, nel nostro paese, secondo i dati Inail. Troppe volte le cronache riportano incidenti gravi o mortali. “La sicurezza non può essere trattata come un’emergenza straordinaria. È una realtà quotidiana che va affrontata con serietà e responsabilità”, ribadiscono i rappresentanti sindacali.

Ma la sicurezza non è l’unico tema al centro del Primo Maggio 2025. L’adeguamento dei salari è un’altra priorità evidenziata dai sindacati, che denunciano il progressivo crollo del potere d’acquisto per milioni di famiglie italiane. “La vita è diventata insostenibile per troppi. È urgente rinnovare i contratti collettivi e adeguare gli stipendi all’inflazione reale”, si legge nei comunicati diffusi alla vigilia della festa.
Un focus particolare riguarda i lavoratori dello stabilimento Inalca-Cremonini colpito da un incendio due mesi fa. Da allora, molti dipendenti sono stati costretti a trasferte estenuanti, partendo all’alba per lavorare in altre sedi. Dicono i lavoratori: “Chiediamo con forza la riapertura di uno stabilimento a Reggio Emilia. Non vogliamo restare in cassa integrazione all’80% per sempre. Abbiamo famiglie, e non è dignitoso dover affrontare viaggi di 13-14 ore tra andata, lavoro e ritorno ogni giorno”.




