La Corte d’Appello di Bologna ribadisce la condanna per l’omicidio del padre e il tentato omicidio della madre. I legali annunciano ricorso in Cassazione
BOLOGNA – Nessuno sconto di pena per Marco Eletti. La Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato oggi, nel processo bis, la condanna a 24 anni e 2 mesi di carcere per il duplice delitto familiare avvenuto a San Martino in Rio nel 2021: l’omicidio del padre Paolo Eletti e il tentato omicidio della madre Sabrina Guidetti.
Al centro del processo d’Appello bis, celebrato dopo l’annullamento della prima sentenza da parte della Cassazione, c’era il nodo della premeditazione. I giudici hanno stabilito che Marco Eletti agì con lucidità e pianificazione, respingendo la tesi difensiva che parlava di gesto d’impeto.
Il 24 aprile 2021, all’interno dell’abitazione di famiglia, Marco Eletti somministrò benzodiazepine alla madre, nascoste in alcuni dolci, per poi colpirla e ridurla in fin di vita. Quindi si accanì sul padre, uccidendolo a martellate.
Un crimine efferato, motivato da ragioni mai del tutto chiarite. Secondo la difesa, Paolo Eletti non era il padre biologico del giovane, un dettaglio emerso da un’indagine parallela. Ma per la giustizia, quel legame affettivo e familiare basta a far scattare l’aggravante di omicidio contro un ascendente.
Gli avvocati di Marco Eletti, Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella, contestano con fermezza l’aggravante della premeditazione. A loro dire, il piano riguardava solo l’aggressione alla madre, non l’omicidio del padre, frutto – secondo la loro tesi – di un momento di perdita di controllo.
Nel 2024 la Corte di Cassazione aveva accolto il loro ricorso, disponendo un nuovo giudizio d’Appello per riesaminare proprio questo aspetto.

