Bocciata la mozione di Fratelli d’Italia. Il sindaco: “L’ente ha dei vincoli da rispettare”
REGGIO EMILIA – Strada in salita per l’istituzione di un fondo comunale di assistenza per il personale della Polizia locale di Reggio Emilia, dedicato al “sostegno economico in caso di infortunio, malattia grave, difficoltà economiche o esigenze particolari derivanti dall’attività di servizio”.
E che potrebbe essere inoltre utilizzato “per assegnare borse di studio a favore dei figli degli operatori che si trovano in situazioni di difficoltà economica”. A proporre la misura, lunedì in Consiglio comunale, è stato il gruppo di Fratelli d’Italia con una mozione respinta dalla maggioranza. Nell’atto i consiglieri Letizia Davoli e Cristian Paglialonga hanno tra l’altro spiegato come il fondo potrebbe essere creato senza alcun finanziamento statale, attraverso “il contributo mensile volontario di cinque euro per ciascun appartenente alla Polizia locale in servizio, oltre che da donazioni, lasciti ed eredità”.
Il sindaco Marco Massari, nella replica, smorza però gli entusiasmi. “La valorizzazione del personale è un obiettivo prioritario per l’amministrazione, ed il primo passo è stato il mandato dato agli uffici di sviluppare un’analisi di sostenibilità economica per individuare eventuali margini di miglioramento del trattamento retributivo accessorio e anche di implementazione di politiche di welfare”, evidenza.
“Siamo aperti a valutare proposte migliorative soprattutto per gli operatori sottoposti a maggior stress ma questo – chiosa il primo cittadino – deve avvenire nell’ambito di leggi e regolamenti che sono vincolanti per il Comune”. In particolare vengono citati i proventi delle sanzioni al codice della strada per la previdenza complementare e l’articolo 82 del contratto nazionale che riguarda il welfare integrativo dei dipendenti pubblici.
In tema di previdenza complementare il sindaco fa sapere che già oggi vengono erogati agli agenti 1.200 euro dalle sanzioni, mentre per l’aumento del salario accessorio “deve avvenire nell’ambito della contrattazione integrativa con le organizzazioni sindacali”. Sul fondo peserebbe infine l’impossibilità tecnica di essere alimentato da donazioni private.

