I deputati Andrea Rossi e Ilenia Malavasi hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
REGGIO EMILIA – A mesi di distanza dall’approvazione del decreto-legge n. 208/2024, che dichiarava la diga di Vetto opera strategica nazionale, tutto è ancora bloccato. La promessa di una svolta infrastrutturale per la gestione delle risorse idriche dell’Appennino emiliano resta sulla carta: il Commissario straordinario, previsto dal decreto, non è mai stato nominato.
A intervenire sulla questione sono i deputati del Partito Democratico Andrea Rossi e Ilenia Malavasi, che hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo conto dei ritardi.
Dicono i due parlamentari: “Il provvedimento del Governo, che ha stanziato appena 100.000 euro per il funzionamento della struttura commissariale, era apparso sin dall’inizio più simbolico che operativo, anche perché adottato senza il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali, da anni impegnati sul progetto”.
Con l’estate alle porte e l’aumento della pressione sulla risorsa idrica, cresce anche l’urgenza di risposte per le comunità di Vetto e dell’intero comprensorio tra Reggio Emilia e Parma.
“Ci chiediamo se dietro questa stasi ci siano tensioni politiche interne alla maggioranza”, affermano, sottolineando la necessità di risposte chiare, concrete e immediate.
E concludono: “La diga di Vetto non può restare ostaggio dell’indecisione politica. Serve un’assunzione di responsabilità, trasparenza sugli indirizzi amministrativi e rispetto per un territorio che da troppo tempo attende soluzioni”.

