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Città del lettore, quasi 2mila spettatori al Moro

La scuola ieri sera, complice una bella serata primaverile, è stata presa d’assalto da genitori e amici degli studenti. Stasera il bis

REGGIO EMILIA – In 1.800, compresi i 500 studenti coinvolti, hanno partecipato ieri, nel corso della serata, alla prima giornata della Città del Lettore del liceo Moro che si è svolta tra le aule della sede centrale, la succursale e l’Orto Botanico, con 32 attività ideate e condotte dagli alunni dell’istituto. Questa sera si terrà il bis dell’iniziativa che, ogni anno, riscuote sempre più successo.

La Città del Lettore è un evento culturale vero e proprio, dove i ragazzi diventano attori, ideatori e curatori di performance, mostre, installazioni e laboratori ispirati a libri, autori, temi sociali e attualità. Un’occasione per riscoprire la scuola come luogo di dialogo e sperimentazione. Dietro le quinte, come sempre, l’energia instancabile del professor Daniele Castellari, anima storica della manifestazione, ora in pensione ma ancora guida e mentore per una squadra che cresce ogni anno.

La scuola ieri sera, complice una bella serata primaverile, è stata presa d’assalto da genitori e amici degli studenti. Le performance si sono susseguite un po’ ovunque coinvolgendo i presenti in vari percorsi, tutti in chiave letteraria. Al di là del valore e della riuscita di ogni singola rappresentazione, quello che ha impressionato sono state le idee e l’inventiva che questi studenti hanno messo in campo affrontando, spesso, anche temi importanti della contemporaneità come l’ambiente, i diritti civili e le disuguaglianze.

Fra i tanti segnaliamo il Museo Olimpo, una spassosissima performance dove gli dèi si raccontano prendendosi in giro a vicenda, Elena a processo, un processo teatrale in chiave mitologica, Agenzia Viaggi No Party, dove Ulisse guida i turisti tra i mari del mito, La Carboneria del Libro, spazio dedicato ai libri censurati ieri e oggi e Orfeo ed Euridice Show, performance ispirata ai classici.

Un’attività particolarmente intensa è la Scuola di Cucito Penelope, dove cinque studentesse ricamano versi di poetesse come Szymborska, Gualtieri e Lamarque, intrecciando poesia e resistenza femminile con ago, filo e voce.

Poi letture e danza e, infine, un piccolo concerto con un’orchestra nello spiazzo davanti all’ingresso.

Ha detto il preside Daniele Cenini: “E’ un piacere vedere questi ragazzi che, da dicembre lavorano, per queste serate e ci mettono l’anima. In queste ultime settimane è stato fantastico vederli correre per la scuola, animarla e renderla viva, così come è bellissimo, stasera, a vedervi qui e avere di fronte una scuola partecipata con gli studenti entusiasti, con i genitori e anche tanti cittadini reggiani che sono venuti qui per questa bellissima festa della cultura e della letteratura”.