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Abuso edilizio, la Capelli srl ricorre contro la sanzione

Contestato il ricalcolo del Comune che conferma i 20mila euro e ha deciso di resistere in giudizio

REGGIO EMILIA – Nuovo capitolo nella complicata vicenda dell’abuso edilizio commesso dall’autocarrozzeria Capelli di Reggio Emilia, azienda di famiglia dell’attuale presidente delle Farmacie comunali riunite Andrea Capelli (ed ex capogruppo del Pd in Comune) che ne è socio al 25%. Nell’ambito del contenzioso legale in essere con il Comune, infatti, l’autocarrozzeria ha presentato il 18 aprile scorso un nuovo ricorso al Tar di Parma contro la sanzione di 20.000 euro comminata dall’ente locale.

Ma, andando con ordine, la disputa a suon di carte bollate è partita nel 2021 dopo la contestazione di piazza Prampolini su una casetta di legno (di proprietà dell’immobiliare Amarossi) concessa nel 2007 alla carrozzeria e adibita a “reception” della ditta. Il manufatto, che dopo due richieste di sanatoria respinte doveva essere demolito, è invece ancora in piedi perchè non risulta più violare la normativa urbanistica a causa della sua altezza.

I nuovi strumenti urbanistici varati dal Comune – il piano urbanistico generale (Pug) e il regolamento edilizio – adottati a maggio 2022 hanno infatti previsto per i locali di “categoria A”, come quello oggetto di lite, un’altezza minima di 2,70 metri e non più di tre metri come in precedenza.

Per questo motivo, in una sentenza del 13 dicembre 2023 resa su alcuni ricorsi della Capelli, i giudici del Tar di Parma hanno dichiarato “la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito, limitatamente alla parte del ricorso relativa ai due dinieghi di permessi di costruire in sanatoria in ragione del sopraggiunto rilascio del titolo edilizio in conformità alle disposizioni del nuovo strumento urbanistico generale”.

Per quanto riguarda la sanzione, invece, il tribunale amministrativo ha imposto al Comune di ricalcolarne l’importo definendo quello a suo tempo emanato “un atto sicuramente manchevole sul piano della motivazione, con il quale viene determinata nella misura massima la sanzione amministrativa pecuniaria, mediante un richiamo generico e privo di qualsiasi specificazione all’abusività delle opere”.

Con il ricorso presentato nei giorni scorsi, dunque l’autocarrozzeria Capelli e la società Amarossi hanno tra l’altro chiesto “la dichiarazione di nullità e/o annullabilità” del provvedimento del Comune che il 29 gennaio ha rideterminato la sanzione, confermando l’importo di 20.000 euro.

La Giunta comunale – il 29 aprile – ha deciso di resistere in giudizio. Nei giorni scorsi il capogruppo di Fratelli d’Italia in sala del Tricolore, Cristian Paglialonga, ha chiesto invece a gran voce perché il Comune ha notificato alla Capelli il ricalcolo solo nel mese di febbraio 2025, cioè “a distanza di oltre 13 mesi dal deposito della sentenza”. Sulla vicenda il consigliere ha inoltre predisposto un’interrogazione.