Italia e mondo
Iran, la giornalista italiana Cecilia Sala arrestata a Teheran
Il fermo risale al 19 dicembre. Il caso è seguito dalla presidenza del Consiglio e dalla Farnesina. Oggi la reporter ha ricevuto la visita dell’ambasciatrice italiana in carcere
ROMA – La giornalista italiana Cecilia Sala, 35 anni, è stata arrestata il 19 dicembre scorso a Teheran mentre si recava in aeroporto per fare ritorno in Italia. La notizia è stata confermata da un comunicato ufficiale della Farnesina, che sta seguendo il caso con la massima attenzione. Sala, nota esperta di politica internazionale e autrice del podcast Stories di Chora Media, si trovava in Iran con un regolare visto giornalistico per documentare le trasformazioni del Paese, con particolare attenzione alla condizione delle donne e alle dinamiche politiche regionali.
L’arresto e la detenzione nel carcere di Evin
Sala è attualmente detenuta nel carcere di Evin, noto per ospitare oppositori del regime iraniano, ma è in buone condizioni di salute, come confermato da una visita consolare effettuata dall’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. La giornalista ha avuto la possibilità di effettuare alcune brevi telefonate ai familiari, rassicurandoli sulle sue condizioni, ma chiedendo un rapido intervento: “Sto bene, ma fate presto”, ha detto ai genitori.
Le indagini giornalistiche in Iran Nei giorni precedenti all’arresto, Sala aveva pubblicato reportage e podcast su temi delicati, tra cui il patriarcato a Teheran e l’evoluzione dell’“Asse della resistenza” iraniano, un tema centrale nella geopolitica del Medio Oriente. Tra le sue interviste figura quella a Kanaani, uno dei fondatori dei Pasdaran, che ha contribuito alla creazione della rete di milizie alleate dell’Iran nella regione.
La reazione delle autorità italiane
Il caso ha mobilitato le istituzioni italiane. Stamane, a Roma, si è svolto un vertice tra il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, per valutare le azioni diplomatiche e legali necessarie per ottenere il rilascio immediato di Sala. La Farnesina, in coordinamento con la Presidenza del Consiglio, è in contatto diretto con le autorità iraniane per chiarire la posizione legale della giornalista e riportarla in Italia.
La mobilitazione pubblica: #FreeCecilia
Chora Media, la piattaforma per cui Cecilia Sala produce il podcast Stories, ha lanciato l’hashtag #FreeCecilia per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere una pressione internazionale sull’Iran. “La voce libera di Cecilia è stata silenziata. L’Italia e l’Europa non possono tollerare questo arresto arbitrario. Cecilia Sala deve essere liberata subito”, si legge nella nota.

