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Consorzio Edilgest: “Alto rischio di infiltrazione mafiosa”

6 marzo 2024 | 20:54
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Consorzio Edilgest: “Alto rischio di infiltrazione mafiosa”

Ecco cosa dice l”interdittiva antimafia che ha colpito il Consorzio amministrato da Roberto Salati, ex candidato sindaco del centrodestra e attuale segretario della Lega e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale

REGGIO EMILIA – “Alto rischio di infiltrazione mafiosa”. Così recita l’interdittiva antimafia della prefettura che ha escluso dalla White list il Consorzio Edigest di cui è amministratore unico Roberto Salati, ex candidato sindaco del centrodestra e attuale segretario della Lega e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale.

La notizia è stata data da Telereggio in un servizio del direttore Gabriele Franzini che svela i contenuti dell’interdittiva. Si legge nel documento firmato dal prefetto Maria Grazia Cocciufa: “Le risultanze informative evidenziano conclamati elementi tali da ritenere sussistente e attuale il pericolo di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi del Consorzio Edilgest“.

Il gruppo interforze che ha steso la relazione ha passato al setaccio i soci del Consorzio Edilgest ed il verdetto è lapidario: “Risulta chiaramente ricorrente non uno, ma una pluralità di indizi atti a suffragare il pericolo di infiltrazione nelle scelte economiche del consorzio da parte della criminalità organizzata”.

Secondo l’interdittiva “decine e decine di soci sono portatori di importanti criticità antimafia”, tipo frequentazioni con uomini della cosca Grande Aracri. Sono inoltre “state registrate numerose fatture tra il Consorzio Edilgest e consorziati che all’epoca della fatturazione” erano già stati colpiti da interdittiva. Infine molti consorziati hanno legami di parentela con persone che hanno “un alto grado di permeabilità alla criminalità organizzata”.

Fanno inoltre parte di altri consorzi a cui “partecipano soggetti economici destinatari di provvedimenti interdittivi antimafia, oppure coinvolti in operazioni di importante contrasto alla criminalità organizzata”. L’interdittiva del prefetto è stata notificata a Salati il 13 febbraio scorso, ma la società non ha replicato e l’amministratore unico non ha chiesto di essere ascoltato.