Vertenza Lidl, l’azienda rifiuta confronto con sindacati in Provincia

31 gennaio 2024 | 15:01
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Vertenza Lidl, l’azienda rifiuta confronto con sindacati in Provincia

Il presidente Zanni: “Abbiamo ribadito la necessità che l’impresa torni a sedersi al tavolo sindacale per costruire una proposta che dia risposta veloce e puntuale ai problemi sollevati dai lavoratori di via Picard”

REGGIO EMILIA – Dopo aver ricevuto lo scorso novembre le delegazioni sindacali dei lavoratori della Lidl di via Picard, dalla scorsa estate in agitazione in seguito alla decisione unilaterale dell’azienda di ampliare l’orario serale senza un confronto diretto con i lavoratori e i loro rappresentanti, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, ha incontrato ieri pomeriggio a Palazzo Allende una rappresentanza di Lidl Italia.

Dice il presidente Giorgio Zanni: “All’azienda abbiamo manifestato le forti preoccupazioni, emerse anche in Consiglio provinciale, sulle pesanti ricadute che le scelte aziendali stanno avendo sulla conciliazione del tempo famiglia-lavoro dei lavoratori ed in particolare delle lavoratrici di quel punto vendita. All’incontro di ieri la Provincia aveva chiesto per ben due volte che fossero presenti anche i rappresentanti sindacali affinché, come manifestato all’azienda, si potesse tentare una conciliazione che potesse costruire una positiva soluzione in risposta ai problemi segnalati dai dipendenti. Con rammarico abbiamo registrato, entrambe le volte, l’opposizione dell’azienda”.

Continua Zanni: “Abbiamo quindi dovuto accettare di svolgere l’incontro alla presenza dei soli rappresentati di Lidl Italia, ai quali abbiamo reiterato il nostro rammarico per questa ennesima occasione non colta dall’azienda e la forte preoccupazione della Provincia e dell’intero Consiglio rispetto ai reali problemi segnalati dai lavoratori a seguito di decisioni unilateralmente prese da Lidl, ribadendo la necessità che l’impresa torni a sedersi al tavolo sindacale per costruire una proposta che dia risposta veloce e puntuale ai problemi sollevati dai lavoratori di via Picard”.

Conclude Zanni: “All’azienda, la Provincia ha infine ribadito la propria disponibilità a partecipare a qualsiasi tavolo o iniziativa che possa dare risposta, con ragionevolezza e pragmatismo, alle esigenze dell’azienda ed alla tutela del lavoro e dei tempi famiglia-lavoro dei lavoratori. Tale disponibilità non è stata ad oggi accolta dall’azienda, che ha tuttavia dichiarato l’intenzione di voler risolvere la questione direttamente con i sindacati, pur senza volerne indicare con precisione tempi e modalità. Non possiamo certamente ritenerci soddisfatti da questo atteggiamento. Al netto dei tatticismi aziendali che stanno guidando le relazioni sindacali, contiamo che dopo questo incontro non si tradisca la promessa di un intervento veloce per colmare le richieste, legittimamente espresse dai lavoratori, di ricevere risposta ai problemi sollevati. Finché questo non accadrà, noi tutti continueremo a essere al fianco dei lavoratori e a pressare in ogni modo l’azienda affinché produca risposte, oggi nuovamente promesse, ma ancora attese”.

Lidl

Nota della Filcams Cgil
Scrive la Filcams Cgil: “Con enorme rammarico la Filcams Cgil constata l’indisponibilità dell’azienda Lidl Italia ad incontrare le organizzazioni sindacali insieme alla Provincia, incontro voluto per aprire un dialogo sulla vertenza del supermercato di via Picard a Reggio Emilia. Ribadiamo la volontà sindacale di aprire un tavolo di negoziazione e pensiamo che la partecipazione dei rappresentanti della Provincia sia un garante per tutte le parti, segnale non colto dall’azienda. La sensibilità dei tempi di vita casa/lavoro sono un tema che coinvolge tutte le parti sociali, non è solo una prerogativa aziendale, pertanto siamo a condividere il rammarico della Provincia e constatare la volontà dell’azienda a non voler ascoltare le problematiche dei lavoratori”.

Aggiunge la Filcams: “Tra luglio e novembre i lavoratori della Lidl di via Picard hanno già effettuato 3 giornate di sciopero in seguito alla decisione unilaterale dell’azienda di prolungare l’orario di chiusura del punto vendita dalle 21 alle 21,30 con conseguente uscita dei dipendenti alle 22, senza prevedere aumento del personale o altre forme di riconoscimento del disagio apportato, causando dunque un ulteriore disagio alle e ai dipendenti”.

E conclude: “Rimaniamo comunque ancora speranzosi di aprire al più presto un tavolo di confronto volto a trovare una soluzione condivisa con la proprietà”.