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Giovani, al via gli stati generali a Reggio Emilia

1 dicembre 2022 | 17:29
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Giovani, al via gli stati generali a Reggio Emilia

Gli organizzatori: “Reprimere non serve. I ragazzi vanno ascoltati prima di pensare a norme contro i rave”

REGGIO EMILIA – Al via a Reggio Emilia due giorni dedicati alla cosiddetta ‘Generazione Zeta’, per riflettere sul mondo giovanile e sviluppare nuove politiche ascoltando idee, proposte e bisogni dagli stessi ragazzi. “E’ fondamentale capire come i giovani hanno vissuto il difficile periodo passato, come questo tempo li ha cambiati. Ed è fondamentale dare loro spazio – sostiene Igor Taruffi, assessore regionale alle Politiche giovanili – prima di pensare a come reprimere le manifestazioni dei giovani, e mi riferisco alle recenti norme del Governo, bisognerebbe imparare ad ascoltarli. E bisogna essere attenti a non far cadere i loro ragionamenti e le loro proposte nel vuoto”.

Gli Stati generali degli adolescenti e dei giovani, organizzati dal Comune di Reggio Emilia col sostegno della Regione Emilia-Romagna, sono iniziati ieri, mercoledì 30 novembre, al teatro Cavallerizza. Il secondo appuntamento è in programma il 13 dicembre prossimo. Da questo lavoro, al termine del percorso, nascerà un decalogo, una sorta di ‘Manifesto delle politiche giovanili’ con i nuovi indirizzi elaborati durante le giornate su diverse tematiche. L’obiettivo dell’iniziativa è fare il punto della situazione su giovani e adolescenti, in particolare dopo il trauma della pandemia. Sarà inoltre l’occasione per mettere a fuoco le nuove politiche da sviluppare. In molte città, afferma il Comune di Reggio Emlia, in questi mesi sono emerse situazioni di ragazzi che non hanno punti di riferimento per trascorrere i pomeriggi e che talvolta vengono coinvolti in atti di bullismo, vandalismo, consumo di alcol o sostanze.

“Si tratta di fenomeni accentuati dalle condizioni di privazione a cui sono stati sottoposti i ragazzi- spiega il Comune di Reggio Emilia- dalla prolungata chiusura di scuole e centri sportivi alle scarse possibilità di uscire e socializzare coi coetanei”. Per questo occorrono “risposte nuove, sperimentali e integrate tra i diversi attori pubblici e privati”. Gli Stati generali nascono da un percorso svolto nei mesi scorsi insieme alle scuole, alle cooperative, al Tavolo dell’Adolescenza e dopo un ciclo di seminari che ha coinvolto educatori, insegnanti, psicologi e formatori. “Negli ultimi due anni alcune criticità del mondo giovanile che già erano presenti sono emerse con maggior intensità- afferma il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi- perché il Covid ha fatto esplodere situazioni che prima erano silenti. Per questo abbiamo messo in campo maggiori investimenti e una rinnovata progettualità, come ad esempio i Cantieri sportivi. Gli Stati generali rappresentano un momento importante in questo senso, perché hanno anche un respiro non solo locale ma regionale”.

L’azione a supporto dei ragazzi, aggiunge l’assessore reggiano al Welfare, Daniele Marchi, “non deve essere figlia delle cronaca né dell’emergenza, ma deve essere continuativa e cogliere la complessità delle dinamiche e dei contesti. Solo in questo modo si possono sviluppare risposte che non siano solamente repressive o di carattere sanitario. I giovani devono essere coinvolti per sviluppare maggiore capacità di dialogo e ascolto, che ci aiuti ad aggiornare le nostre politiche e i nostri strumenti”. Anche per questo, sottolinea l’assessora all’Educazione, Raffaella Curioni, tra i dieci tavoli di lavoro tematici avviati oggi, uno è autogestito dagli stessi ragazzi.