Vandana Shiva: “La rivoluzione contro il nuovo colonialismo parte dal cibo”

L'ambientalista indiana al festival letteratura di Mantova: "Bill Gates vuole un cibo senza agricoltori. Volete le mozzarelle di bufala prodotte nei laboratori? La cura e un patto fra cittadini e chi coltiva la terra ci salverà"

MANTOVA – “Le dittature sono facili da sconfiggere. Ci aggrediscono tramite il cibo, ma il cibo è l’origine della vita. Lo fanno attraverso delle falsità. Non rinunciate mai alla fiducia nella verità. I semi della nuova economia della cura. Sono questi gli strumenti che dobbiamo utilizzare. Se faremo questo tutti insieme, possiamo vincere. Anche la Germania di Hitler è stata sconfitta. Perché non questo totalitarismo?”.

Lo ha detto Vandana Shiva dal palco del festival della letteratura di Mantova nel corso dell’incontro “Contro il nuovo colonialismo”. L’ambientalista indiana era lì per presentare il suo ultimo libro “Dall’avidità alla cura”. Insieme a lei, sul palco, l’economista ed esperta di salute globale Nicoletta Dentico (Ricchi e buoni? è il suo ultimo libro, ndr).

Secondo la Shiva l'”agenda del bene” dei ricchi imprenditori globali, si tratti di beneficenza in campo sanitario, agricolo o tecnologico, nasconde una enorme concessione di potere da parte degli Stati che dovrebbero regolare questa stessa élite di giganti della finanza che, invece, sono liberi di “condizionare le politiche pubbliche di tutto il mondo attraverso i propri interventi filantropici”. Brevetti farmaceutici, banche dei semi, bioingegneria e gene editing sono solo alcuni degli aspetti di questa sottile colonizzazione della Terra.

L’avidità
Ha esordito l’ambientalista indiana: “L’avidità oggi è il valore dominante e consente a un pugno di uomini, per lo più maschi bianchi americani che sono già ricchi, di arricchirsi ulteriormente, usando metodi molto simili a quelli del vecchio colonialismo. All’epoca della colonizzazione i paesi colonizzatori venivano a dirci, a noi terzo mondo: ‘Noi veniamo a civilizzarvi’. E intanto rubavano le nostre terre, le risorse naturali e stravolgevano le nostre economie. Così anche il nuovo colonialismo pretende, con il filantrocapitalismo, di migliorare le nostre vite con donazioni e aiuti, ma non fa che recintare le terre comuni e privatizzare i beni comuni. Poco fa mi è arrivato un tweet. Il capo della Nestlè ha detto che ‘l’acqua è un bene come un altro e una merce come un’altra’. Non è così. E’ la natura che ci dà l’acqua. Non è una faccenda di scambi di mercato”.

La cura
E’ poi passata al tema della cura. Ha detto: “Il libro l’ho scritto durante l’epoca del Covid e durante il periodo del lockdown. Ciascuno di noi è sopravvissuto al Covid grazie alle cure. Di amici, parenti e famiglie: la gente si è data una mano a vicenda. Da parte dei big pharma il Covid non è stato affrontato sul terreno dell’economia della cura, ma del profitto. Però, mentre noi stavamo chiusi in casa, le grandi big tech hanno raddoppiato i loro introiti. Noi stavamo tappati dentro casa e Amazon è cresciuta all’inverosimile, la dipendenza dal lavoro digitale è cresciuta e, a un certo punto, ho pensato che le regole del Wto sono quelle che sono state stabilite dalle grandi corporation. C’è stato un avvenimento sottovalutato. A una delle prime riunioni della World Trade Organization Bill Gates si è alzato imponendo una regola, ovvero che all’infotech dei grandi gruppi industriali non si potevano imporre tasse. Cosa che è disastrosa e deplorevole. E’ dovere di tutti i produttori pagare le imposte. Altrimenti la società non va avanti”.

“Il nuovo colonialismo dispone di strumenti più pervasivi”
Vandana Shiva ha poi messo a confronto nuovo e vecchio colonialismo. Ha aggiunto: “A mio modo di vedere il vecchio e il nuovo colonialismo si ricalcano l’uno con l’altro. L’unica grossa differenza e che i nuovi dispongono di nuovi strumenti più pervasivi. Non stiamo più parlando dello sfruttamento delle miniere, ma di ingegneria genetica sulle sementi destinate all’agricoltura ed estrazione di dati digitali da noi. Siamo diventati una nuova materia prima, una nuova miniera e la nuova discarica di tutti di dati manipolati e scartati dagli algoritmi. Le conseguenze sono che si sta diffondendo nel mondo l’idea che l’intelligenza artificiale possa scalzare quella degli umani. Continuando così il 99 per cento del genere umano sarà inutile e sarà utile solo l’uno per cento che opera in questi settori. Viviamo in una economia e in una società della sorveglianza. Tutto quello che facciamo ogni giorno non è il prodotto di un sistema e di relazioni libere, ma di un sistema di relazioni che sono manipolate in maniera poliziesca. Allora l’economia della cura è necessaria per sopravvivere ed è quello che più ci interessa in questo momento. Io penso che questa sia la vera rivoluzione contro il nuovo colonialismo che ci sta privando della nostra autonomia e della nostra libertà. Ogni periodo della storia che ha visto una schiavizzazione massiccia ha anche generato movimenti contro la schiavitù, perché le persone ne hanno compreso la struttura, i modelli e la narrazione e hanno trovato la maniera di liberarsi. Quella che dura per sempre è la libertà e non la dittatura”.

“Un cibo falso non può che avvelenarci”
L’ambientalista indiana è poi passata ad affrontare un tema che le sta molto caro, quello del cibo. Ha detto: “Il cibo, poi, è un elemento centrale della nostra salute e della nostra vita. Nulla l’ha dimostrato più chiaramente di questa epidemia di Covid. Chi è sopravvissuto al Covid, per lo più, aveva un’alimentazione sana e quelli che sono morti non vivevano un regime alimentare sano. Abbiamo di fronte un sistema del cibo cattivo che, oltre a fare danni alla salute, è responsabile del 50 per cento dei gas serra, dunque dell’inquinamento. L’uno per cento dei ricchi sulla terra è responsabile del 50 per cento dell’inquinamento. E’ l’agricoltura industrializzata che è responsabile del 50 per cento dell’inquinamento. Bill Gates ha parlato di agricoltura senza agricoltori. Di cibo senza agricolori. Cibo senza agricoltori? Prodotto nei laboratori? E’ questo il modo di sconfiggere le pandemie, l’inquinamento? E’ un cibo falso che non può che avvelenarci. La vostra città e il vostro paese sono ricchi di conoscenze, di un retaggio, di una capacità, di un gusto e della facilità di organizzare la comunità proprio attorno al cibo”.

“La rivoluzione contro il nuovo colonialismo parte dal cibo”
Infine ha indicato la strada per ribellarsi a questo sistema. Ha concluso: “La giornata mondiale dell’alimentazione cade il 16 ottobre. Noi vogliamo introdurre la libertà alimentare. Il pane è il pane della nostra libertà. Volete pensare a una mozzarella di bufala fatta in fabbrica? Vi rendete conto a cosa possiamo arrivare? E questo per salvare il mondo dalla crisi climatica provocata da queste stesse persone? La soluzione è che chi mangia debba collaborare con chi il cibo lo coltiva e lo produce. Dal cibo dipende la nostra salute e il modo in cui risponderemo alla crisi climatica. Le dittature sono facili da sconfiggere. Ci aggrediscono tramite il cibo, ma il cibo è l’origine della vita. Lo fanno attraverso delle falsità. Non rinunciate mai alla fiducia nella verità. I semi della nuova economia della cura. Sono questi gli strumenti che dobbiamo utilizzare. Se faremo questo tutti insieme, possiamo vincere. Anche la Germania di Hitler è stata sconfitta. Perché non questo totalitarismo?”.