Unione popolare: “Votateci, siamo i Robin Hood di sinistra”

Presentati a Reggio i 5 candidati dei collegi dell'Emilia. "Tutti gli altri partiti sono dei 'Superciuk', il cattivo di Alan Ford che rubava ai poveri"

REGGIO EMILIA – Una lista “pacifista, ecologista e per la giustizia sociale”. E’ il biglietto da visita di Unione Popolare, il movimento nato a luglio e guidato da Luigi de Magistris che, sostenuto da vari partiti e associazioni tra cui DeMa, Manifesta, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, oltre a persone della società civile, ha presentato ieri a Reggio Emilia i suoi candidati alle politiche nei collegi elettorali dell’Emilia.

Sono i parmigiani Paola Varesi e Andrea Bui rispettivamente capolista nei collegi uninominale per il Senato e plurinominale per la Camera, Stefano Lugli, modenese, cosegretario regionale di Rifondazione comunista che corre nel plurinominale per il Senato, Alberto Montelaghi, reggiano e già consigliere comunale a Casalgrande in lista per il prlurininominale alla Camera e Natale Cuccurese, presidente nazionale del partito del sud e consigliere comunale di Quattro Castella che si candida all’uninominale per la Camera.

Alla base del programma – definito sarcasticamente “Agenda di Robin Hood”, etichetta che il movimento ha fatto poi propria e rivendica con orgoglio – un pacchetto di misure per il lavoro, i servizi pubblici di qualità e la redistribuzione equa della ricchezza. Tra le proposte, infatti, un salario minimo di 10 euro lordi all’ora e l’aumento della tassazione sugli extraprofitti delle aziende erogatrici di energia dal 25 al 90%. Oltre a una transizione energetica “concreta e sostenibile” e il ripristino e la tutela dei beni comuni con, ad esempio, lo stop al consumo di suolo.

“Siamo innanzitutto una lista di sinistra perché nelle istituzioni c’è bisogno di sinistra e vogliamo dimostrare che può anche essere unita”, dice Paola Varesi. Secondo Varesi, “non dobbiamo inoltre dimenticare che veniamo da lontano e rimarcare anche le radici di forte antifascismo della nostra storia”. Andrea Bui sottolinea la necessità di un forte investimento su scuola e sanità e sul reddito di cittadinanza afferma: “Il problema vero non è questa misura di accompagnamento al reddito che in altri Paesi esiste in altre forme, ma che ci sono salari troppo bassi da aumentare. Come? Prendendo le risorse dove ci sono: dai più ricchi e dall’economia di guerra”.

Anche per Stefano Lugli “nessuno deve essere povero lavorando” e occorre “mettere un freno agli aumenti delle bollette per le famiglie che pagano bollette stratosferiche mentre le varie compagnie energetiche fanno affari d’oro, una situazione immorale”.
Alberto Montelaghi afferma: “In questi anni il combinato disposto del dilagare dell’ideologia neoliberista e l’avvicendarsi di nuove e più devastanti crisi ha fatto sì che questa classe politica abbia scaricato il costo di queste crisi sulle spalle dei lavoratori e dei ceti medi. Credo che Unione popolare sia un’occasione per invertire questa rotta”.

Infine, dice Natale Cuccurese, “essere chiamati Robin Hood non ci disturba. Tutti gli altri partiti sono dei ‘Superciuk’, il cattivo di Alan Ford che rubava ai poveri. Vogliamo avere un po’ di giustizia sociale e quindi siamo per la redistribuzione della ricchezza e contro la flat tax e l’autonomia differenziata che anche in questa regione si propone di attuare”.

Infine si è parlato del progetto relativo alla fabbrica di supercar elettriche a Gavassa. Se il progetto del maxi stabilimento delle super car elettriche Silk Faw dovesse tramontare, cosa accadrà all’area di 360.000 metri quadri di Gavassa a Reggio Emilia dove dovrebbe sorgere? Lo chiedono i candidati di Unione popolare, che già alcuni mesi fa avevano espresso la loro “totale condanna” per un’operazione su cui indaga oggi la Guardia di Finanza. Natale Cuccurese, candidato alla Camera, ricorda infatti che sul terreno- peraltro non ancora acquistato dalla joint venture- “è stato applicato un cambio d’uso peraltro senza nessuna valutazione di impatto ambientale. Se il progetto non andrà in porto, verrà mantenuto? E a favore di quali interessi?”. Critico anche Alberto Montelaghi, secondo cui “il lusso è per definizione uno spreco. Quindi osteggiamo questo progetto anche sotto il profilo ambientale”. Insomma, concludono i candidati, “aspettiamo di vedere gli esiti delle indagini, ma sicuramente ci sono aspetti da chiarire” (fonte Dire).