Il gruppo Airone Seafood ha incontrato il presidente della Costa D’Avorio

In occasione del Business Forum italo africano andato in scena venerdì 16 settembre nella sede nazionale di Confindustria

REGGIO EMILIA – C’è anche l’azienda reggiana Airone Seafood tra i casi di investimento di maggior successo in Costa d’Avorio, presa a modello in occasione del Business Forum italo africano andato in scena venerdì 16 settembre nella sede nazionale di Confindustria. All’evento, al quale ha partecipato oltre al primo ministro ivoriano Patrick Jerome Achi, e altri ministri, anche il presidente della Repubblica Alassane Ouattara, è stata ribadita l’importanza di investire sempre di più in Costa d’Avorio, approfittando dell’ampio spazio di mercato e alle possibilità di fare impresa con il sostegno del governo.

Di successo, appunto, l’esempio di Airone – presente sul territorio ivoriano dal 1994 – che gestisce e lavora ogni anno circa 23 mila tonnellate di tonno e che conta 1500 dipendenti.

“La Costa d’Avorio – ha spiegato il direttore qualità di Airone Seafood Andrea Aliani nel suo intervento – è il primo porto del West Africa in particolare per quel che riguarda il tonno. Ogni anno circolano oltre 250 mila tonnellate di tonno che vengono destinate in parte al mercato locale, in parte alle società di trasformazione ed in parte sono trasferiti in altre parti del mondo”.

Per quanto riguarda i fattori del successo dell’impresa in Costa d’Avorio, “operiamo in zona franca – ha aggiunto Aliani – e questo comporta dei vantaggi competitivi, abbinati a oneri sociali che stanno particolarmente a cuore alla nostra società. Inoltre, stiamo completando una rete di filiera che va dalla pesca alla trasformazione e alla vendita per garantire massima qualità e sostenibilità. Per questo abbiamo un laboratorio accreditato in cui controlliamo tutte le materie prime. Infine – ha sottolineato Aliani – in questi ultimi due anni abbiamo investito 5 milioni di euro nel miglioramento dei processi produttivi sul nostro sito di Treichville ad Abidjan”.

A conferma di questo, le parole della vicepresidente per l’Internalizzazione di Confindustria Barbara Beltrame, che ha spiegato come “la Costa d’Avorio miri a rafforzare la propria posizione nell’Africa occidentale e a diventarne il punto di riferimento grazie al Piano Nazionale di Sviluppo 2021-2025 che prevede, con un costo stimato di 90 miliardi di euro, una crescita economica sostenibile e diffusa tra la popolazione”.

Tra gli spunti di riflessione dell’agenda di governo ivoriana – ha concluso Andrea Aliani – puntiamo il focus sul miglioramento della gestione del Porto autonomo di Abidjan, sulla disciplina puntuale del rapporto tra il mercato locale e le necessità delle società di trasformazione del tonno, sulla promozione e supporto ad aziende che investono sul territorio portando nuove tecnologie e sulla speranza dell’ingresso nel mercato della nuova moneta ECO in via definitiva, per beneficiare, nel corso del tempo, di un abbassamento dei tassi di interesse”.