Elezioni, Landini: “La Cgil non dà indicazioni, ma andate a votare” foto

Le richieste al nuovo governo: "Aumentare stipendi e pensioni, fare una riforma fiscale degna di questo nome, basta precarietà, non morire più sul lavoro e investire sulla legalità"

REGGIO EMILIA – Guidata dal segretario nazionale Maurizio Landini, la Cgil di Reggio Emilia scende in piazza per illustrare le sue proposte per affrontare “un autunno che spaventa” e incalzare il prossimo Governo che uscirà dalle urne del 25 settembre a realizzarle. Questo infatti il messaggio che arriva dall’assemblea generale che ha visto oggi riunite in piazza della Vittoria alcune centinaia di persone tra delegati sindacali ed esponenti dell’associazionismo e a cui ha assistito, tra gli altri l’assessore comunale e candidato nella lista del Pd Lanfranco De Franco.

Landini rinnova l’invito ad andare a votare perché “quando in un Paese hai il 50% delle persone che non ci vuole andare hai un allarme democratico serio”, ma conferma la linea dell’equidistanza della Cgil. “Nella sua storia, essendo un sindacato, non ha mai detto ai suoi iscritti cosa devono votare, cosa che noi continueremo a fare perché crediamo che giustamente la gente debba usare la sua testa”, precisa. Tuttavia, continua il segretario della Cgil, “abbiamo delle proposte, delle richieste, una storia e delle rivendicazioni e per questo diciamo alle persone, prima che si voti, quello che secondo noi sarebbe necessario fare per migliorare le condizioni di chi lavora”.

Inoltre, osserva Landini, “abbiamo già proclamato per l’8 di ottobre una manifestazione proprio perché qualsiasi Governo ci sarà, per noi quello che conta è quello che fa”. Quindi Landini elenca i cinque punti da attuare per il sindacato in via prioritaria: “Aumentare stipendi e pensioni, fare una riforma fiscale degna di questo nome per cui chi più ha più deve pagare, quindi non la flat tax ma una progressività vera in questa direzione, e il terzo è basta precarietà e quindi cambiare le leggi e avere un’unica forma di assunzione a tempo indeterminato basato sulla formazione”.

Il quarto punto “è non morire più sul lavoro, quindi investire su prevenzione e chiudere le imprese che non rispettano le norme e infine investire sulla legalità a partire dal sistema degli appalti”. Rispetto ai 18 punti della “ricetta” di Confindustria, conclude Landini, “a noi ne bastano 5, ci accontentiamo. Sono come le dita di una mano, così le persone se le ricordano” (Fonte Dire).