Asp, il bilancio torna in utile: ma il futuro è incerto

Chiusura 2021 positiva solo grazie al milione di euro iniettato da Comune e Regione. In vista l'esternalizzazione di alcuni servizi

REGGIO EMILIA – L’Asp di Reggio Emilia “Città delle persone” torna in utile nel 2021 dopo gli anni difficili della pandemia, ma solo grazie alle iniezioni di liquidità di Comune e Regione. I due enti, infatti, hanno liquidato ad Asp oltre un milione di euro. Di questi 440mila sono del Comune di Reggio Emilia e 580mila della Regione per l’integrazione del corrispettivo del contratto di servizio.

L’anno scorso il bilancio si è chiuso in positivo per circa 444mila euro ma la cifra, come proposto dal Consiglio di amministrazione il 14 giugno scorso, servirà a ripianare il passivo pregresso relativo al 2019. Si tratta di un “rosso” di 524.000, mentre la parte residua (80.000 euro) sarà recuperata “attraverso l’individuazione di ulteriori misure per il conseguimento dell’equilibrio economico che potranno essere definite in occasione della predisposizione del Bilancio pluriennale di previsione 2022-2023-2024”.

Si legge chiaramente nella relazione sulla gestione 2021 dell’Asp che sono stati i finanziamenti di Regione e Comune che hanno “consentito di acquisire un elemento di sostenibilità economica, svincolato dagli effetti diretti ed indiretti della pandemia, e di chiudere in utile l’esercizio. Per un conseguimento duraturo della sostenibilità economica resta da affrontare il tema della revisione della remunerazione dei servizi, in particolare di quelli accreditati, una revisione attesa da oltre 10 anni che tenga conto dell’effettivo costo dei fattori produttivi e che preveda adeguamenti tempestivi”.

E’ evidente che, senza l’iniezione di liquidità di Regione e Comune, il bilancio sarebbe andato nuovamente in perdita. Quindi bisogna correre ai ripari. Uno dei modi, dice Asp, è quello di rivedere la remunerazione dei servizi. D’altronde anche l’assemblea dei soci composta, fra gli altri, da Comune e Provincia, nella sua delibera del 25 agosto scrive che l’Asp “deve approvare, entro 180 giorni, un piano di rientro da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea”.

Tale piano dovrà prevedere le azioni da mettere in atto a copertura della perdita d’esercizio “prevedendo prioritariamente: la razionalizzazione di costi, l’esternalizzazione di servizi quali quello di cucina e di magazzino alimentare già individuati nei mesi scorsi, l’assorbimento in altre attività, anche conferite dai soci, di personale non idoneo o con limitazioni e l’eventuale esternalizzazione di altri servizi da individuare con l’amministrazione comunale”.