Turismo, Reggio recupera ma non si trova personale

Lapam-Confartigianato: "Così è sempre più arduo servire i clienti"

REGGIO EMILIA – Prosegue nel settore dell’artigianato legato al turismo di Reggio Emilia e dintorni il recupero delle perdite causate dalla pandemia, nonostante il clima di tensioni internazionali anche sui mercati. L’ufficio studi di Lapam-Confartigianato segnala che gli ultimi dati, a luglio, mostrano che la dinamica giornaliera dei flussi di frequentazione di negozi e luoghi di ricreazione si avvicina ai livelli pre-crisi (-2,5%), mentre i flussi verso gli hub di trasporto segnano un più limitato -5,2%.

Nel confronto con luglio 2021 per negozi e luoghi di ricreazione, il livello della mobilità registra un recupero lievemente inferiore (era al +1,6% un anno fa) mentre è migliorato di 7 punti per gli hub di trasporto (erano al -12,2% a luglio 2021). In tutto questo, rimane una difficoltà di reperimento delle figure professionali.

“È sempre più difficile reperire figure professionali per soddisfare e servire i turisti”, lamenta l’associazione artigiana. A livello regionale, sottolinea l’indagine Ufficio Studi Lapam, sono 21.680 le entrate preventivate nel periodo luglio-settembre 2022 dalle imprese dei servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici, un valore superiore del +25,4% rispetto agli stessi tre mesi del 2019.