Silk Faw, la Rigon (Fdi): “Le scuse non bastano più”

La candidata attacca Vecchi e Bonaccini: "Soci e dirigenti della fanta-società vanno in giro per il mondo a chiedere finanziamenti, anche del Pnrr, utilizzando come pubblicità e garanzia gli accordi e gli appoggi avuti dalle amministrazioni pubbliche locali"

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REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia il clima resta rovente sul discusso progetto delle polo delle super car elettriche targato Silk-Faw. Ad attaccare Comune e Regione che avevano avallato l’operazione promossa dalla joint venture sino americana è – dopo l’inchiesta aperta dalla Procura reggiana – Roberta Rigon, candidata nel collegio uninominale della Camera di Reggio Emilia per Fratelli d’Italia.

Al sindaco di Reggio Luca Vecchi e al presidente della Regione Stefano Bonaccini Rigon contesta di aver steso “un tappeto rosso senza capire cosa stavano mettendo in gioco” e di essere stati pronti “a regalare o condonare soldi pubblici (soldi dei cittadini reggiani ed emiliano-romagnoli) a qualcuno che non ha dato le più basilari garanzie”.

Ora, dice l’esponente di FdI un “‘no comment’ o un ‘non vedranno un centesimo’ non bastano, perché se soci e dirigenti della fanta-società vanno in giro per il mondo a chiedere finanziamenti, anche del Pnrr, utilizzando come pubblicità e garanzia gli accordi e gli appoggi avuti dalle amministrazioni pubbliche locali, il problema non è che non faranno i bolidi, il problema è che ad essere imbrogliati sono i cittadini”.

E soprattutto, conclude Rigon, “non da sconsiderati speculatori, ma da coloro che dovrebbero, prima di tutto, lavorare per il bene di cittadini”.

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