Silk Faw, la procura indaga e mette in campo la Finanza

Il pm Piera Giannusa ha aperto un fascicolo contro ignoti e ha disposto accertamenti fiscali sull'operazione

REGGIO EMILIA – La procura di Reggio ha aperto un fascicolo su Silk Faw, la joint venture sino americana che dovrebbe costruire le supercar elettriche e ibride in un mega stabilimento a Gavassa con un investimento da oltre un miliardo di euro e creare un migliaio di posti di lavoro. La notizia è stata riportata dalla Gazzetta di Reggio. Ad indagare il pm Piera Giannusa che ha incaricato il nucleo di polizia economico finanziaria delle fiamme gialle di eseguire accertamenti fiscali sull’operazione. Il fascicolo aperto dall’autorità giudiziaria è, al momento, contro ignoti e le indagini riguarderebbero gli aspetti finanziari dell’operazione.

A sollecitare un intervento della magistratura, nel luglio scorso, era stato il deputato di Fdi, Gianluca Vinci, che aveva depositato un esposto in procura in cui chiedeva che sull’operazione si facesse chiarezza “anche perché ci sono in ballo tanti soldi pubblici e privati”. “E’ giusto – scriveva Vinci – che chi ha la possibilità, verifichi se chi ha annunciato grossi investimenti ha la forza e le risorse per farli sul nostro territorio. Vogliamo vedere se questo futuro annunciato c’è o no. L’’esposto in Procura serve proprio per accertare quali sono le vere operazioni che questi investitori intendono fare”.

E cosa intendano fare gli investitori non è per niente chiaro. Silk Sports Car company in un comunicato del 25 luglio scorso aveva indicato il 5 agosto come data del rogito per l’acquisto dei terreni e il 5 settembre come data per la posa della prima pietra a Gavassa. Il rogito, come è noto, non c’è stato. La giustificazione, fornita dall’azienda, è stata quella della “situazione geopolitica determinatasi negli ultimi giorni fra Usa e Cina che ha determinato un rallentamento delle procedure di transfer monetari”.

Difficile capire, per ora, dove si indirizzeranno le indagini della procura reggiana. Di certo c’è che, e il nostro giornale era stato il primo a scriverlo, a capo di tutta questa operazione c’è una società con base nel paradiso fiscale delle Cayman. A monte di tutto, infatti, c’è una società di diritto americano controllata da una company con base alle Cayman dove mister Jonathan Krane, un finanziere americano che sta guidando questo investimento, ha la sua base finanziaria.

La società delle Cayman, a sua volta, ha in pancia una società di diritto irlandese e, alla fine, scendendo giù per i rami troviamo la Silk Sport Car Company, statunitense, che ha in pancia Silk Faw Automotive Group Italia srl, società di diritto italiano con un capitale versato di 26,6 milioni di euro. Tutto è organizzato in modo che Silk Ev abbia l’85% e Faw il restante 15%”.

E’ necessario ricordare che nella società alle Cayman sarebbe presente il manager cinese Li Chongtian, responsabile per tutti gli investimenti esteri del gruppo Faw e quindi garante del committente di Pechino.