Silk Faw, dipendenti senza stipendio in giugno e luglio

I 17 professionisti si sono rivolti a uno studio legale per chiedere quanto gli spetta. L'ad La Morte: "Se procedete ci portate al fallimento"

REGGIO EMILIA – Non c’è solo il fascicolo aperto dalla procura di Reggio Emilia a proiettare lunghe ombre sul ventilato investimento, da oltre un miliardo di euro, di Silk Faw a Gavassa, ma ora spunta anche una lettera di messa in mora di 17 dipendenti dell’azienda sino americana che chiedono, tramite uno studio legale, il pagamento delle mensilità di giugno e luglio.

Lo riporta Il Resto del Carlino. I dipendenti si sono rivolti ai legali per richiedere i pagamenti. Agli avvocati l’amministratore delegato dell’azienda, Giovanni Lamorte, ha risposto, sostanzialmente, che comprende il malessere dei loro assistiti e che, per venirgli incontro, i dirigenti della società, a suo tempo, hanno anche rinunciato al pagamento delle loro ultime quattro mensilità a favore degli impiegati.

Ha anche aggiunto che la società è una start up e che quindi gli unici finanziamenti provengono da una ricerca fondi sul mercato che ha tempi che, in certi casi, mal si sposano con dei progetti aziendali così ambiziosi. Ha scritto La Morte: “Gli attivi della società non sono abbastanza capienti per coprire debiti prioritari rispetto agli stipendi”.

Infine La Morte chiede di sospendere la causa e prega i legali di non voler procedere ad alcuna azione allo scadere delle tempistiche indicate (tra inizio e metà settembre), perché, perseguire attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria il recupero dei crediti, porterebbe al fallimento della società senza alcun beneficio per i loro assistiti.