Silk Faw, Azione: “Danno di immagine per la città”

Il segretario Cassinadri: "Reggio facile obiettivo, oggi come domani, di avventurieri dell’imprenditoria. Il sindaco esprima con chiarezza la sua posizione"

REGGIO EMILIA – Azione Reggio Emilia, che sul territorio si declina come “Reggio sul Serio”, in considerazione delle innumerevoli vicende che stanno accompagnando quotidianamente il progetto “Silk-Faw”, “chiede urgentemente al comune di Reggio Emilia dei chiarimenti”.

Scrive Massimo Cassinadri, segretario provinciale di Azione: “Se una società sino-americana vuole far sorgere nei 360mila metri quadrati di area alla porte di Reggio uno stabilimento tecnologico per supercar di lusso elettriche ed ibride questa potrebbe essere davvero un’opportunità. Area oggetto di accordo di programma approvato in consiglio comunale con voti favorevoli della maggioranza (Pd, più Europa, Immagina Reggio, Reggio è) finanche di Forza Italia e Lega, hanno dato la possibilità di trasformare terreni da uso agricolo ad uso industriale. Ricordiamo inoltre che è stato rimandato più volte il rogito per l’acquisto degli stessi”.

E aggiunge: “Ma se la società non paga l’affitto dell’area, non retribuisce i 17 dipendenti che sono costretti a fare ricorso ad avvocati per il pagamento di quanto compete loro dal giugno scorso ed è soggetta ad un’indagine da parte della Guardia di Finanza, incaricata dal pm Piera Giannusa, l’opportunità è di certo messa in discussione. Il mancato pagamento è anche relativo all’affitto per i locali in uso al Tecnopolo di Reggio Emilia”.

Rileva Reggio Sul Serio: “Il progetto pubblicizzato come uno degli investimenti più importanti sul territorio si sta rivelando ad oggi purtroppo sono un danno, anche di immagine per la città, che in questa vicenda appare come un facile obiettivo, oggi come domani, di avventurieri dell’imprenditoria”.

Conclude Cassinadri: “E’ necessario quindi che il Comune abbia non solo la speranza della fattibilità ma anche garanzie reali e concrete, ad oggi mai realmente fornite se non vaghe promesse. Su questo progetto che ad oggi ha solo fatto sfigurare la città ed i suoi attuali amministratori, avrebbe dovuto essere affrontato in modo non superficiale, ma con un equilibrato e realistico entusiasmo. Invitiamo il comune di Reggio ed il sindaco, dopo i recenti sviluppi delle indagini della Guardia di Finanza, ad esprimere con chiarezza la loro posizione”.