Sanità, i sindacati: “Basta tamponare, serve un piano”

Cgil, Cisl e Uil: "I bandi per l'emergenza non bastano, bisogna ripensare il sistema"

REGGIO EMILIA – “La nota e diffusa carenza di medici impone un ripensamento del modello di sanità territoriale che va ben oltre le problematiche contingenti”. A cominciare dal fatto che “occorre andare velocemente oltre ai bandi di gara per la copertura temporanea di personale medico per l’emergenza, poichè presentano rischi che abbiamo già avuto modo di evidenziare, e pensare ad una riorganizzazione che porti ad una più diffusa prossimità dei servizi”.

Cgil-Cisl-Uil a Reggio Emilia guardano al futuro della sanità locale e chiedono che si inizi subito a ripensarla. L’urgenza di reperire medici per i Pronto soccorsi reggiani attraverso bandi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e per i sindacati non si può indugiare oltre. Ci sono i fondi del Pnrr, dicono i confederali in una nota congiunta, ma “servono una strategia e una visione di sistema che amplino la capillarità dei servizi sul territorio, implementando ed estendendo il modello delle Case della salute e dell’assistenza territoriale. Oltre a questo occorre continuare a lavorare per mettere in campo azioni concrete per la formazione di nuovi professionisti sanitari nell’ambito della sanità pubblica”.

A queste azioni andrebbero poi “affiancate politiche e contrattazione per valorizzare questo personale e per rendere più attrativa la professione sanitaria pubblica, dal punto di vista dei diritti e delle condizioni di lavoro”.

Ben venga dunque l’impegno della Regione Emilia-Romagna a stabilizzare gli operatori sanitari precari, assunti durante la fase più acuta della pandemia, “ma non può essere sufficiente”. Specie se intanto si prosegue con i bandi per i medici dell’emergenza. “Non c’è motivo di non credere che nelle intenzioni della Ausl il provvedimento sia temporaneo ma senza un vero Piano – che potremmo tranquillamente definire ‘industriale’ a medio-lungo termine della sanità – non è credibile che fra soli sei mesi avremo superato queste criticità”, ammoniscono Cgil-Cisl-Uil.

Che dunque spronano: “Per realizzare questo obiettivo sono fondamentali le azioni ed il protagonismo dei territori ed in sede di Conferenza territoriale socio-sanitaria stiamo lavorando insieme a Ausl, Provincia ed Enti locali a proposte per uscire da questa crisi, ma servono anche azioni e scelte politiche forti da parte della Regione e dal Governo nazionale in materia di modelli assistenziali e di rafforzamento del Fondo sanitario nazionale”. Siccome “la sanità pubblica universale non solo un servizio cruciale per il nostro territorio ma un elemento identitario della cittadinanza e dell’appartenenza alla nostra comunità, tutti insieme, dobbiamo evitare arretramenti e lavorare per il suo sviluppo”, concludono i sindacati confederali reggiani.