Minori, nel Comune di Reggio Emilia affidi in calo dal 2018

Il dato è emerso nel corso dei lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle comunità d'accoglienza. Il sindaco Luca Vecchi: "Merito degli educatori inviati nelle famiglie"

REGGIO EMILIA – Gli affidi di minori registrano nel Comune di Reggio Emilia un calo progressivo dal 2018. Lo confermano i dati portati martedì scorso dal sindaco Luca Vecchi davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle comunità di accoglienza, presieduta dalla deputata della Lega Laura Cavandoli, che si appresta a consegnare la sua relazione finale entro la seconda settimana di settembre.

Vecchi – ascoltato nella duplice veste anche di delegato dell’Anci nazionale per il welfare – rendiconta infatti che gli affidi (tra giudiziali, consensuali, a tempo pieno o parziale) sono stati nel 2021 190, a fronte dei 193 del 2020, dei 228 del 2019 e dei 258 del 2018.

Negli ultimi quattro anni sono invece aumentati i minori che sono stati allontanati dalla famiglia: 313 casi l’anno scorso, contro i 273 del 2018. Le situazioni: 82 sono minori soli in comunità, 129 minori stranieri non accompagnati in comunità, 94 affidi giudiziari a tempo pieno e 8 affidi consensuali a tempo pieno.

Per quanto riguarda il numero complessivo, dal 2018 al 2021, dei minori allontanati dalla famiglia di origine per oltre due anni, sono stati 18 nel 2018, 15 nel 2019, 19 nel 2020 e di nuovo 18 nel 2021. “Direi che da questo punto di vista è un dato sostanzialmente costante”, commenta Vecchi. Infine sono 24 le comunità di accoglienza sul territorio con cui il Comune si relaziona: “Sono un pezzo fondamentale del terzo settore. Da noi non sono pubbliche, ma sono soggettività nate all’interno del terzo settore, di un privato no-profit che sta dentro una più ampia rete di accoglienza funzionale alle esigenze dei Comuni”, spiega.

Nella sua dettagliata relazione il sindaco aggiunge poi che i servizi sociali reggiani hanno preso in carico nel 2018 2.649 minori (di cui 75 stranieri non accompagnati), mentre nel 2021 sono in tutto 3.114 di cui 143 stranieri soli. L’aumento dei casi, precisa però il primo cittadino, conferma che “la capacità di lettura del territorio e dei bisogni è strutturata e capillare”. Infatti, “se noi in astratto domani procedessimo a destrutturare il sistema dei servizi sociali del comune di Reggio Emilia, nell’arco di qualche anno non avremmo più questo numero di minori presi in carico, ne avremmo molti di meno, ma non necessariamente questo vorrebbe dire che stiamo meglio di prima”.

Sui costi per gli affidi si registra, per il Comune, un balzo in avanti: 6,5 milioni nel 2021 contro i 2 milioni del 2018. Vecchi si sofferma infine sul modello della “educativa familiare” adottato nel suo Comune: “Abbiamo raggiunto circa 150 famiglie e circa 200 minori a cui, con oneri a carico del Comune di Reggio Emilia, viene mandato un educatore. Questa politica di sostegno al nucleo familiare ha contribuito a ridurre gradualmente il numero dei minori che hanno abbandonato la famiglia e che si sono trovati in strutture. È nostra intenzione continuare in questa direzione”.

La comunità, conclude infatti Vecchi “è una estrema ratio valutata insieme ad altre autorità competenti, in particolare modo il tribunale dei minori, laddove è sostanzialmente ritenuto compromesso e irrecuperabile almeno temporaneamente il contesto familiare”. Altrimenti “ogni strumento di politica pubblica funzionale a salvare il nucleo familiare e il contesto della relazione tra genitori e figli, per quanto ci riguarda, è sostanzialmente prioritario rispetto a ogni altro tipo di azione”, conclude il reggiano. (Fonte DIRE)