“Guerra delle pecore”, il caso finisce sul tavolo del prefetto

Si tratta dell''invasione' di migliaia di ovini che un'azienda di Udine porta al pascolo a bordo di tir, come negli anni passati, nella zona del crinale

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REGGIO EMILIA – La Prefettura di Reggio Emilia viene tirata in ballo nella “guerra delle pecore” in atto nei pressi del monte Cusna. Si tratta dell”invasione’ di migliaia di ovini che un’azienda della provincia di Udine porta al pascolo a bordo di tir, come negli anni passati, nella zona del crinale reggiano. Questo, in forza di alcuni contratti stipulati con le amministrazioni degli Usi Civici locali, che il legale che li ha redatti giudica essere tuttora validi.

Di parere opposto, invece, uno dei Comuni degli Usi, quello di Febbio, secondo cui invece sarebbero scaduti e pertanto l’alpeggio illegittimo. Al suo fianco il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano che ha denunciato la “grave forzatura” commessa a suo dire dall’azienda e ha scritto una lettera al prefetto Iolanda Rolli per sottoporle la questione. Un’altra missiva è stata invece inviata a fine luglio dal commissario degli Usi civici di Febbio direttamente all’azienda.

Il tono è arrembante quando si definiscono i contratti da “ritenersi illegittimi e non più validi” e si annunciano eventuali azioni legali. A verificare la situazione, intanto, anche i Carabinieri forestali che venerdì hanno svolto un nuovo sopralluogo dopo quello messo in atto nei giorni scorsi. La presenza delle pecore, o meglio dei cani posti a loro guardia, sta poi suscitando apprensione tra i clienti del vicino rifugio Battisti.

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