Esperti dell’Università in campo per prevenire le frane

Accordi triennali tra la Protezione civile regionale e gli atenei di Bologna e Modena-Reggio Emilia contro il dissesto idrogeologico

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REGGIO EMILIA – Protezione civile regionale e mondo della ricerca scientifica si alleano per accrescere la conoscenza del rischio idrogeologico in Emilia-Romagna.

La Giunta della Regione ha infatti approvato due convenzioni per la cooperazione tra l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile (Arpae) e le Università di Bologna e Modena-Reggio, con l’obiettivo di realizzare studi e ricerche sulla previsione e prevenzione dei dissesti, sulla gestione del rischio idrogeologico e la predisposizione di misure organizzative per rendere più efficace la pianificazione di protezione civile.

Gli accordi, dalla durata triennale, resteranno in vigore fino al 2024. Prevedono tra l’altro l’intervento diretto di personale specializzato delle Università a supporto degli esperti dell’Agenzia in caso di eventi franosi e sopralluoghi anche con droni. Nella collaborazione rientra anche un progetto speciale per realizzare un sistema di monitoraggio integrato delle frane, a scala regionale e territoriale d’area.

A questo proposito la Regione ha già chiesto un finanziamento di 15 milioni, da fondi del Pnrr, per monitorare l’evoluzione della situazione in 15 nuovi siti ritenuti prioritari. Ad essere coinvolti nelle due intese sono in particolare sono il dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’ateneo di Modena-Reggio Emilia per le aree dell’Emilia centro-occidentale (da Piacenza a Modena) e il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Alma mater di Bologna per le zone afferenti al bacino del fiume Reno (province di Bologna e Ferrara) e la Romagna.

“La conoscenza è un pilastro da cui non si può prescindere per compiere scelte in materia di sicurezza territoriale, a maggior ragione a fronte dei cambiamenti climatici in corso”, afferma l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile Irene Priolo. In quest’ottica, “la collaborazione con il mondo universitario e della ricerca assume un rilievo fondamentale perché consente di mettere in campo competenze innovative e professionalità particolarmente avanzate”, aggiunge.

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