Elezioni, il M5S gela Bonaccini: “Paracadute? Il Pd l’ha sempre usato”

Il deputato pentastellato Zanichelli: "Si rinfreschi la memoria, tanti sono stati catapultati già nel 2018"

REGGIO EMILIA – Sui candidati “catapultati” Stefano Bonaccini “dovrebbe rinfrescarsi la memoria”. La replica è del parlamentare M5s Davide Zanichelli, che contesta l’altolà del presidente dem dell’Emilia-Romagna ai candidati provenienti da altri collegi da inserire nelle liste ‘sicure’ dell’Emilia-Romagna.

Bonaccini, ospite di In Onda sul La7, aveva detto: “Dico al Pd nazionale: mi auguro non venga la tentazione di scaricare paracadutati nei territori perché adesso bisogna giocarsela in ogni collegio o con persone della società civile che abbiano una grande autotevolezza e stima da parte degli elettori oppure con coloro che nei partiti sono molto radicati nei territori”.

Zanichelli ricorda ciò che accadde nel 2018, quando Bonaccini era già presidente regionale. “Allora, l’unico capolista del Pd alla Camera proveniente dalla nostra regione era Dario Franceschini. E parliamo di collegi plurinominali individuati esclusivamente dal Pd. I capilista alla Camera furono Fassino dal Piemonte, Orlando dalla Liguria e Cantone dalla Lombardia.

Se guardiamo invece agli uninominali alla Camera, venne catapultata in lista la romana Beatrice Lorenzin nel collegio di Modena”. Al Senato, sottolinea ancora il deputato emiliano M5s, “non andò meglio, perché venne eletta nel Pd la pugliese Teresa Bellanova, poi passata a Italia Viva di Matteo Renzi, e in Romagna era capolista la lombarda Valeria Fedeli. Insomma il metodo ‘paracadute’ venne ampliamente adottato dal Pd”. Zanichelli quindi conclude: “È bene ricordare agli elettori l’importanza della coerenza nei contenuti e anche nei metodi, e che l’unica forza politica che ha candidato esponenti dalla regione di appartenenza è stato solo il Movimento 5 stelle”.