Supercar elettriche, Silk Faw promette il rogito: Comune e Regione guardinghi

L'azienda: "Il 5 agosto compreremo il terreno e a settembre inizieremo lavori". I due enti pubblici: "Vogliamo il verbale della riunione controfirmato dai vertici dell'azienda"

REGGIO EMILIA – Il progetto del maxi polo delle supercar elettriche a Reggio Emilia andrebbe avanti, almeno secondo quanto garantiscono i vertici di Silk Sports Car Company, la joint venture tra l’americana Silk Ev e la cinese Faw, che ha annunciato l’operazione da un miliardo di investimenti e 1.000 nuovi posti di lavoro a febbraio del 2021. Al termine di un incontro di circa 4 ore con l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Vincenzo Colla e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, che hanno chiesto delucidazioni sulla prosecuzione dell’iniziativa, i manager avrebbero sciolto alcuni nodi che nei mesi scorsi avevano destato preoccupazione.

L’azienda sinoamericana avrebbe confermato che l’acquisto del terreno di Gavassa, su cui stabilirà anche la propria sede e centro di innovazione, verrà concluso il prossimo 5 agosto e che durante la settimana del 5 settembre si terrà una cerimonia simbolica di inizio lavori.

Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo in questa vicenda perché i vertici dell’azienda avevano già comunicato, in passato, l’intenzione di andare a rogito, ma poi non si erano presentati davanti al notaio. Non è un caso, infatti, che Comune e Regione, in un comunicato congiunto, abbiano poi scritto che “restano in attesa di ricevere il verbale della riunione che sancisca formalmente gli impegni comunicati dagli imprenditori nel corso dell’incontro”. Vogliono, inoltre, che “sia controfirmato dal presidente Krane per Silk-Ev e dall’ingegner Li Chongtian per la cinese Faw”. Per dirla in latino: verba volant, scripta manent.

Si legge, inoltre, nel comunicato congiunto: “Le istituzioni, hanno sottolineato Regione e Comune, valuteranno il percorso del progetto sulla base dei prossimi passaggi formali, mantenendo un ruolo centrale nel rapporto di collaborazione fra Italia, Usa e Cina, a garanzia del raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

A suscitare perplessità, oltre al rogito del terreno non ancora concluso, erano state le fuoriuscite di alcuni top manager passati ad altre case automobilistiche e, piu’ in generale, la non completa chiarezza sulla sostenibilità finanziaria dell’investimento. Li Chongtian, membro del cda della Joint Venture, assicura però che “Silk e Faw sono impegnate nel successo della nostra partnership. Stiamo lavorando a stretto contatto con la dirigenza di Silk Sports Car Company per assicurarci che disponga delle risorse necessarie per realizzare il piano aziendale per la progettazione e produzione in Italia di veicoli di primissima qualità, appartenenti alla Serie S della gamma Hongqi”.

Jonathan Krane, presidente della cordata e Katia Bassi, direttore generale, aggiungono: “La determinazione della squadra di Silk Sports Car Company e il supporto dei nostri partner commerciali e istituzionali sono stati fondamentali per permetterci di procedere con l’acquisto del terreno a Gavassa sul quale sorgerà la nostra sede”. In parallelo “continuiamo ininterrottamente a lavorare sulla progettazione delle nostre vetture, di sistemi di propulsione elettrica e di software innovativi per la loro gestione, al fine di concretizzare questo progetto unico per il futuro del settore automobilistico”.

Tanta buona volontà fa onore a Silk Sports Car Company. Bisognerà però vedere come si potrà coniugare con il fatto che anche oggi, guardando il sito dell’azienda (che è tornato on line), fra i top manager sono rimasti solo Jonathan Krane, Katia Bassi, Giovanni Lamorte e Francesco De Santis. Nessuno di loro ha le competenze per realizzare macchine di questo tipo. Quelli che le avevano se ne sono già andati da Silk Faw.