Reggio Emilia avrà un garante comunale dei detenuti

Il consiglio comunale ha approvato oggi il regolamento

REGGIO EMILIA – Entro il prossimo autunno Reggio Emilia avrà un garante comunale dei diritti dei detenuti. Una figura già presente in 50 città italiane e che in Emilia-Romagna manca oggi all’appello solo a Forlì e Ravenna, mentre Modena e Rimini si sono attivate per istituirla e Parma deve sostituire Roberto Cavalieri, nominato garante regionale.

Il Consiglio comunale ha approvato oggi, con 16 voti favorevoli ( (Pd, Europa Verde – Immagina Reggio, Più Europa, Reggio è, M5S), 5 voti contrari (Fratelli d’Italia, Lega Salvini premier) e 3 astenuti (Coalizione civica, Alleanza civica), la costituzione di questa figura e il regolamento relativo. Si aprirà quindi una procedura ad evidenza pubblica di raccolta delle candidature, mentre l’ultima parola sulla nomina spetterà di nuovo ai consiglieri che siedono in sala del Tricolore. Il garante resterà in carica cinque anni, avrà un ufficio e un’indennità con tetto massimo pari al 25% del compenso di un assessore del Comune.

Nell’espletamento del suo mandato affronterà in particolare le problematiche segnalate dalle persone private della libertà personale e tenterà di migliorarne le condizioni di vita sotto i profili sanitario, culturale, del welfare e della formazione al lavoro. Anche senza preavviso potrà inoltre accedere alle strutture penitenziarie per ispezioni senza limitazioni. A motivare la decisione del Comune di Reggio di dotarsi di un garante, la condizione particolarmente complessa della realtà carceraria cittadina fotografata circa un anno fa da una visita degli assessori comunali Daniele Marchi (Welfare) e Nicola Tria (Sicurezza) con il consigliere regionale Federico Amico, presidente della commissione “Parità e Diritti” della Regione.

Al problema del sovraffollamento del carcere reggiano- 344 persone detenute a fronte di 293 posti disponibili (11 le donne e 183 gli stranieri al 30 giugno scorso)- si aggiungono infatti le criticità della sezione speciale per transessuali autori di reati (una decina le presenze) e quelle date dei reparti psichiatrici, retaggio del vecchio ospedale psichiatrico giudiziario ormai dismesso. A Reggio, a questo proposito, è attiva anche una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) con 30 posti.

Il carcere di via Settembrini noto come “la Pulce” sconta poi secondo il garante regionale Cavalieri che lo ha visitato tre volte effettuando 20 colloqui con i detenuti, anche una “forte pressione di tipo extraregionale” e carenze di personale infermieristico e sociale, ambito quest’ultimo in cui sono presenti solo tre operatori. Cavalieri evidenzia anche la mancanza di progetti per progetti lavorativi esterni al carcere.

Sul nuovo garante Marchi spiega che “sarà autonomo e indipendente, ma non isolato perché potrà relazionarsi oltre che con la Regione e l’amministrazione penitenziaria, anche con tutti i servizi del Comune interessati”. Per Tria “i detenuti vanno considerati come persone e la privazione della libertà personale non può mai comportare per loro la perdita della dignità”.

Secondo Tria – di professione avvocato – bisogna inoltre accelerare su una riforma in direzione delle misure di pena alternative, che “è provato hanno un effetto dissuasivo molto più forte della detenzione”. Per Amico, che venerdì prossimo sarà in un carcere della regione a distribuire un opuscolo su questo argomento, “si colma una lacuna da tempo presente a Reggio e si aiuta a connettere il ‘dentro e il fuori’ della casa circondariale”.

Reggio Emilia sarà infine nei prossimi mesi sede di un convegno sui servizi lavorativi esterni per i detenuti.