Progetto Silk Faw, Vinci (FdI) presenta un esposto in Procura

Il parlamentare: “Tra otto mesi dovrebbe uscire dal nuovo stabilimento di Gavassa la prima supercar elettrica, ma non è stato realizzato nemmeno un capannone”

REGGIO EMILIA – L’onorevole Gianluca Vinci (FdI) ha presentato un esposto in Procura contro il progetto dello stabilimento sino-americano Silk Faw annunciato ormai più di un anno fa a Gavassa.

“Le auto elettriche -ha spiegato Vinci – forse saranno le auto del futuro, ma vanno anche costruite. Per fare chiarezza ho presentato un esposto in Procura su uno stabilimento leader in Italia ma di cui, a distanza di sette-otto mesi dalla data in cui il primo modello di auto elettrica dovrebbe essere lanciata sul mercato, non è stato costruito nemmeno un capannone”.

Nel mirino del deputato reggiano di Fratelli d’Italia c’è il progetto di realizzare, su un’area di 360mila mq di superficie, un polo industriale innovativo dedicato alle auto elettriche e capace di garantire un migliaio di posti di lavoro e creare un miliardo di euro di indotto per il territorio. Una prospettiva che ha indotto il Comune di Reggio a sottoscrivere un accordo di programma per favorire l’insediamento della nuova multinazionale, mentre la Regione Emilia-Romagna ha previsto un aiuto economico di oltre 4 milioni valutando positivamente gli aspetti innovativi dell’insediamento.

All’appello, tuttavia, manca ancora il rogito per l’acquisizione del terreno che, oltre al sito industriale, dovrebbe ospitare anche alberghi e un polo commerciale. “Magari si tratta solo di ritardi – ha denunciato Vinci – ma visto che a molte domande e richieste di chiarimenti proprio per questi ritardi non è stata data alcuna risposta, è bene che la magistratura faccia chiarezza, anche perché ci sono in ballo tanti soldi pubblici e privati. E’ giusto – ha concluso Vinci – che chi ha la possibilità, verifichi se chi ha annunciato grossi investimenti ha la forza e le risorse per farli sul nostro territorio. Vogliamo vedere se questo futuro annunciato c’è o no. L’’esposto in Procura serve proprio per accertare quali sono le vere operazioni che questi investitori intendono fare”.