Massarini (Confcommercio): “Pnrr boomerang, serve manager distrettuale”

Il presidente: "Bisogna scongiurare i rischi di gelata della ripresa"

REGGIO EMILIA – Problema numero uno: il Pnrr, “reclamato come panacea di tutti i mali, ha generato una serie di aspettative che se non corrisposte rischiano di scaricarsi sui corpi intermedi”. E intanto “trova nelle tempistiche e nella complessità delle domande un limite”. Problema numero due: “In particolare per i Comuni più piccoli che così come le micro imprese sembrano non essere nei piani per il futuro: il piccolo e bello sembra trovi spazio solo in una poetica narrativa. I venti economici sono tutt’altro che a favore della micro impresa e del piccolo Comune; parola d’ordine: consorziatevi, unitevi e allacciate le cinture”. Problema numero tre: “In tutto il Pnrr non compare la parola commercio”.

Li mette in fila Davide Massarini, presidente di Confcommercio di Reggio Emilia, tentando, “al riparo dalla canicola estiva in un centralissimo caffè cittadino”, di addentrarsi in “qualche introspezione politico economica locale, ammesso che di locale ci sia ancora qualcosa”. E così rinnovare l’idea che serva “un manager distrettuale oggi più che mai auspicabile per non dire imprescindibile per governare il centro storico, il suo rilancio, i rapporti con l’Arena Rcf e con il turismo accessibile”. Una figura, precisa, “che prescinde dalle dimensioni della città ed è valida pertanto non solo per il capoluogo”. Così come, in un’ottica ‘vasta’, dice, “sarebbe auspicabile inoltre un intervento regionale per le micro-piccole imprese che incentivi il fotovoltaico tramite banche e consorzi fidi”.

E’ preoccupato Massarini ora che, “anche esauritisi gli effetti delle misure una tantum sugli energetici, l’area del disagio sociale è tornata a crescere. I moderati miglioramenti rilevati sul versante della disoccupazione non riescono a compensare le decise accelerazioni che si registrano sul versante dei prezzi. Questa tendenza, sulla base delle prime stime relative alle dinamiche inflazionistiche nel mese di giugno, non sembra destinata a esaurirsi nel breve periodo”. Quindi, avverte, “i rischi di riflessi negativi, nei prossimi mesi, sui comportamenti delle famiglie, sulle possibilità di recupero dell’economia e sul mercato del lavoro, che già mostra segnali d’indebolimento, diventano sempre più concreti, con un conseguente ampliamento dell’area del disagio sociale”.

Per evitare di deprimere i consumi “e congelare la ripresa è necessario quindi che l’Europa metta un tetto al prezzo del gas e il Governo agisca più incisivamente su caro energia e cuneo fiscale. Questo é quanto incessantemente chiediamo preoccupati dal rischio che quello che non ha fatto la pandemia lo faccia la bolla inflazionistica”, conclude Massarini chiosando così: “Certo é che anche l’autunno si preannuncia caldo dal centralissimo caffè cittadino”.