La Reuters: “Silk Faw ha chiesto un mutuo per acquistare i terreni di Gavassa”

Secondo l'agenzia di stampa la società starebbe incontrando problemi per stipularlo. L'assessore regionale Colla ha fissato un incontro telefonico giovedì prossimo: "Siamo preoccupati. Se il progetto è morto devono solo dircelo"

REGGIO EMILIA – Una società che vuole realizzare un investimento da oltre un miliardo di euro e che, tuttavia, sembra debba fare un mutuo per comprare 30 milioni di terreni a Gavassa. La notizia arriva dall’agenzia di stampa Reuters la quale riporta che Silk Faw “ha citato problemi con la finalizzazione di un contratto di mutuo per l’acquisto di terreni per l’impianto”.

La società sino-americana che dovrebbe realizzare un mega impianto per la costruzione di auto elettriche, a distanza di un anno dall’annuncio, non ha ancora acquistato la maggiore parte dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’impianto. Tutto questo mentre si registra un fuggi fuggi di manager e top manager dall’azienda.

La vicenda inquieta la Regione che, insieme al Comune di Reggio e all’Unione industriali, si era data molto da fare per aiutare questo progetto. La prossima settimana, secondo quanto riporta Reuters, l’assessore regionale Vincenzo Colla, ha fissato una telefonata con i dirigenti di Silk-Faw per il 14 luglio per valutare il piano e capire se la società ha fondi sufficienti per procedere con gli investimenti promessi. Ha detto Colla: “Dovranno dirci se il progetto va avanti e se le risorse finanziarie ci sono. Se il progetto è morto, devono solo dircelo. Siamo chiaramente preoccupati. Ad oggi i flussi finanziari non sono stati all’altezza delle esigenze. Ci aspettiamo di vedere una tabella di marcia finanziaria per rendere sostenibile questo investimento”.

La Silk-Faw è una start-up tra la società di ingegneria automobilistica e design statunitense Silk EV e la casa automobilistica cinese Faw. Il progetto prevede di sviluppare e produrre hypercar di lusso elettriche e ibride in Cina e in Italia. La produzione delle auto doveva iniziare all’inizio del 2023. Silk-Faw, che opera attraverso una società italiana di proprietà di un’altra con sede in Irlanda, è posseduta per l’85% dal suo presidente, il fondatore di Silk EV Jonathan Krane, e per il 15% da Faw. L’azienda italiana impiega attualmente 75 persone. Non ha ancora divulgato pubblicamente dati finanziari né dettagli sui finanziamenti.

Mercoledì scorso l’amministratore delegato Katia Bassi ha detto a Reuters che Silk-Faw fornirà chiarimenti la prossima settimana su un’ampia gamma di questioni, comprese quelle finanziarie. Avrebbe rifiutato di fornire ulteriori dettagli, aggiungendo che, nonostante un ritardo nell’acquisto del terreno, l’azienda ha continuato a sviluppare i due modelli che vuole produrre in Italia, l’hypercar ibrida S9 e l’auto sportiva elettrica S7. La Bassi ha aggiunto anche che Silk-Faw sta lavorando per raccogliere la somma di oltre 1 miliardo di euro per il piano. “Questa è la quantità necessaria per questo progetto, questo è un dato di fatto, chiaramente non possiamo tornare indietro su questo o farlo con meno”, ha detto.

Ha aggiunto anche che la società operativa italiana era ancora in procinto di approvare il suo bilancio per il 2021.