La Corte dei Conti: “Sanità a rischio in Emilia-Romagna”

La relazione: "Siamo preoccupati per il 2022, ci sono meno risorse e il Covid c'è ancora". L'assessore Calvano: "Lo Stato riconosca a pieno le spese sostenute per l'emergenza pandemica"

REGGIO EMILIA – Conti a rischio per la sanità emiliano-romagnola del 2022. Stavolta a lanciare l’allarme è la stessa Corte dei conti, che ha evidenziato la situazione critica per le casse del sistema sanitario nel giudizio di parifica sul consuntivo 2021 della Regione. Un aspetto, la situazione critica dei conti della sanità regionale a causa del Covid e i minori trasferimenti dello Stato, che è stato evidenziato questa mattina sia nella relazione della sezione regionale di controllo sia nella requisitoria predisposta per l’udienza che si è tenuta in Prefettura a Bologna dal procuratore generale Luigi Impeciati.

Per quanto riguarda il 2022, recita la relazione della sezione di controllo, “dato il protrarsi della situazione pandemica e l’eventuale maggiore spesa sanitaria, il collegio esprime preoccupazione per la tenuta dell’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale, in considerazione del fatto che l’esercizio 2021, anche a fronte delle risorse previste dal livello nazionale in misura inferiore rispetto al 2020, è stato particolarmente critico, rendendo necessario intervenire con misure straordinarie, a legislazione vigente, non più ripetibili”.

Un allarme condiviso quasi alla lettera dalla Procura regionale della Corte dei conti. “Questa Procura – si legge infatti nella relazione di Impeciati – condivide i timori espressi dalla sezione regionale di controllo rispetto alla capacità di tenuta dell’equilibrio economico-finanziario del servizio sanitario regionale nei prossimi esercizi, dato il protrarsi della situazione pandemica e la riduzione in atto delle risorse disponibili”. Già nel 2021, infatti, le “risorse previste dal livello nazionale per fronteggiare la pandemia e la campagna vaccinale hanno registrato una sensibile flessione rispetto al 2020”.

A questo proposito l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano, scrive: “La Corte dei Conti, con la Sezione regionale di controllo dell’Emilia-Romagna, nel promuovere i conti della Regione e l’efficacia nella gestione della spesa con il giudizio di parifica concesso oggi, rilancia un appello che l’Emilia-Romagna e tutte le Regioni fanno da mesi a Governo e Parlamento: il pieno riconoscimento delle spese sostenute per far fronte all’emergenza Covid da parte dello Stato”.

E prosegue: “Con la pandemia che prosegue e i piani di recupero avviati sia delle prestazioni sospese sia delle liste d’attesa, non si può pensare che le Regioni possano continuare a sostenere da sole spese straordinarie senza la copertura nazionale. Non riconoscere i fondi nazionali vorrebbe peraltro dire penalizzare proprio le Regioni con più sanità pubblica, come l’Emilia-Romagna. Temi che ho ribadito oggi nella mia relazione al giudizio di parifica della Corte dei Conti, in Prefettura a Bologna”.