Iren, 110 milioni gli efficientamenti energetici per Comune Torino

Il presidente Dal Fabbro: "Interlocuzioni anche in Emilia-Romagna, Liguria e Toscana"

REGGIO EMILIA – Iren si occuperà dell’efficientamento energetico di 800 edifici del Comune di Torino con interventi del valore complessivo di 110 milioni di euro. Gli interventi avverranno in sette anni, con nessun esborso diretto da parte del Comune: Iren rientrerà dell’investimento tramite un contratto con Palazzo Civico della durata di 27 anni. I lavori inizieranno a dare effetti nel 2023 ed entreranno a regime nel 2027, quando inizieranno a produrre il proprio effetto completo: un risparmio di sette milioni all’anno (su prezzi del 2020, su quelli di oggi sarebbe il doppio, precisano da Iren).

“Nei primi sette anni investiamo, poi ritorniamo dei 110 milioni più un tasso del 4-5% di rendimento, che è un tasso di mercato, compresi i rischi di execution” degli interventi, afferma il presidente di Iren Luca Dal Fabbro nel corso della conferenza stampa in Comune. D’altra parte, l’amministrazione torinese è un buon acquirente per Iren, perché è “una clientela sicura dal punto di vista finanziario”.

Tra gli 800 edifici comunali interessati dagli interventi, oltre allo stesso Palazzo Civico, ci sono 323 scuole (159 tra materne e asili e 164 tra medie, elementari e superiori), 75 uffici, 55 sedi di servizi socio-ricreativi, 25 impianti sportivi e 13 edifici culturali, e tutti potranno continuare a restare aperti durante i lavori. Nel dettaglio, si prevede di realizzare cappotti termici, cambiare i serramenti e inserire caldaie e condensazione, oltre a sistemi domotici del tipo Bms “per gestire i flussi energetici e termici di un edificio nel modo più efficace col digitale.

Il Comune non sborserà una lira, noi rientreremo dell’investimento col risparmio che garantiremo”, ha aggiunto Dal Fabbro, visto che “noi garantiamo al Comune il 33% in meno di kilowatt/ora consumati”. Un affare per tre motivi, spiega il sindaco di Torino Stefano Lo Russo mettendoli in ordine prioritario di importanza: il primo è ambientale, il secondo amministrativo visto che “quest’anno abbiamo dovuto stanziare 20 milioni in più di spese per rischi sull’extra-bolletta”. Il terzo di carattere finanziario, in quanto parte in causa: il Comune di Torino è infatti “socio rilevante di Iren”, e questo è un investimento vantaggioso anche per la multiutility, “con incremento di valore delle azioni detenute dalla città, della gestione operativa e dei dividendi” che anche Torino incassa.

Dal punto di vista prioritario, quello ambientale, si tratta di un’operazione che “toglie l’equivalente delle emissioni di 16.000 auto all’anno”, ha precisato il sindaco. I motivi principali sono infatti energetici e ambientali: “Siamo in procedura d’infrazione, si tratta anche di dare una risposta strutturale” e a Torino “le emissioni sono per il 53% legate alle reti di riscaldamento, e il Comune vuole dare il buon esempio. E ci sono altri soggetti” pubblici “che potrebbero essere interessati”.

E’ il primo contratto di questo tipo in Italia, spiegano Lo Russo e Dal Fabbro. “Siamo assolutamente convinti non solo della bontà dell’operazione ma che altre amministrazioni potranno seguire questo esempio virtuoso”. Le partnership tra pubblico e privato “sono il futuro”, gli fa eco Dal Fabbro, e il gruppo si sta muovendo: “Stiamo discutendo con vari enti pubblici, in Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e anche in Toscana”.