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Governo, Draghi dà le dimissioni: “La maggioranza non c’è più”. Ma Mattarella le respinge

L'annuncio del premier in Consiglio dei ministri dopo il non voto del M5S alla fiducia al dl Aiuti in Senato. Poi la salita al Quirinale, con il capo dello Stato che lo ha invitato a tornare alle Camere

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ROMA – “Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica“. Lo ha detto il premier Mario Draghi in Consiglio dei ministri. “Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo Governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”, ha sottolineato. Il presidente del Consiglio si è poi recato al Quirinale per presentare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma il capo dello Stato ha respinto le dimissioni di Draghi.

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”. Così una nota del Quirinale.

“In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche”, ha continuato il premier Mario Draghi parlando ai ministri convocati a Palazzo Chigi. “Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente“.

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento – ha ricordato Draghi – ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli italiani”, ha concluso il premier (fonte Dire).

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