Gioco, sale delocalizzate: imposta verifica delle aree

Due attività ricorrono al Tar: "Sul territorio comunale c'è solo lo 0.04% di spazio a disposizione per noi"

REGGIO EMILIA – Entro tre mesi da oggi il Politecnico di Milano dovrà verificare se all’interno del territorio del Comune di Reggio Emilia sia effettivamente applicabile il criterio della distanza delle sale gioco dai siti cosiddetti “sensibili” (scuole, chiese e ospedali) disposto dalla legge regionale e stabilire quale sia la percentuale di territorio su cui le attività obbligate a delocalizzare possono insediarsi. Lo impone una sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di due imprenditori del settore del gioco.

Le loro sale, ubicate in città, sono infatti risultate poste ad una distanza da luoghi sensibili rispettivamente di 450 e di 400 metri, dunque al di sotto del limite di 500 metri previsto dalla normativa regionale e per ciò sottoposte a delocalizzazione obbligatoria. I ricorrenti, con una perizia, hanno però in sostanza obiettato che non saprebbero dove andare, visto che le aree “commercialmente fattibili” idonee per spostarsi sarebbero pari solo allo 0,04 % del territorio comunale. La delocalizzazione, quindi, comporterebbe nei loro confronti un ingiusto “effetto espulsivo”.

Il tribunale amministrativo ha pertanto disposto la verifica per chiarire se, “tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Reggio Emilia, l’applicazione del criterio della distanza dai siti cosiddetti sensibili determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale delle sale gioco e delle sale scommesse” o se invece sia possibile e dove “il trasferimento e la prosecuzione in altro sito idoneo”.