E’ morto l’attore e regista Claudio Zinelli

Si è spento martedì scorso a Parma, all'età di 75 anni, dopo una decina di anni di malattia

REGGIO EMILIA – E’ morto l’attore e regista Claudio Zinelli. Si è spento martedì scorso a Parma, all’età di 75 anni, dopo una decina di anni di malattia. Claudio aveva mosso i primi passi dell’arte alla Scuola Civica di Teatro di Milano, per partecipare poi alla fondazione della cooperativa Nuova Scena di Bologna lavorando per diversi anni con l’autore e interprete Vittorio Franceschi e il regista Francesco Macedonio, legato ad entrambi da sincera amicizia.

“Il suo Telemaco in “L’Amleto non si può fare” fu un piccolo capolavoro, eccellente il suo Menato nel “Parlamento” di Ruzante”, ricorda l’amico Vittorio Franceschi. Nell’84 ha recitato nell’Amleto di Shakespeare, accanto a Leo De Berardinis, poi in Francia con Alain Lebon e nel 89 a Reggio Emilia con la Compagnia Otello Sarzi. A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta aveva tenuto dei corsi di teatro a villa Cougnet e aveva curato delle regie per la compagnia Giroteatro di Cadelbosco Sopra.

Sabato, dalle 9 alle 11 all’Ospedale Maggiore di Parma, ci sarà un momento per ricordarlo e salutarlo prima della cremazione.

Un attore reggiano che si era formato con lui, Giuliano Brunazzi, lo ricorda così: “Una sera d’inverno, nebbiosa, vengo tamponato ad un semaforo da una Renault 4 rossa. Scende un uomo magro e rilucente, con una voce roca e fonda. Era Claudio. Da questa casuale circostanza nasce un’amicizia. Mi iscrivo ai suoi corsi di teatro che stavano per iniziare a Villa Cougnet e, in seguito, partecipo agli spettacoli curati dal lui. Il gruppo di quei giovani aspiranti attori partito quasi dal niente si infoltì, formando una compagnia che, di anno in anno, crebbe nell’impegno e nella qualità del lavoro coinvolgendo altri attori e pubblico. Tra noi era anche Samantha Chiodini, allora giovanissima, che ci ha lasciato tragicamente poco tempo fa a Milano e al quale noi tutti, e Claudio in particolare, eravamo molto affezionati. Non si può dire che il nostro regista avesse un carattere facile. Ciononostante traspariva sempre il suo amore e la passione per il teatro e gli si perdonava tutto. Era impossibile non volergli bene. Abbiamo lavorato insieme per molto tempo negli anni belli e fertili della giovinezza. Con molta passione, fatica e amore inseguivamo sogni e poesia. Voglio ricordarlo con le parole di un poeta americano, Jack Kerouac: ‘Le uniche persone per me sono i matti… quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose, che esplodono come ragni tra le stelle’. Ti ricorderemo sempre caro Claudio, nei nostri pensieri e nei nostri ricordi. Nei nostri cuori non morirai mai”.