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Tentò di uccidere un poliziotto, georgiano arrestato

E' stato estradato ieri, dall'Ungheria, un 28enne che faceva parte di una banda di connazionali dediti a furti in appartamenti e cantine

REGGIO EMILIA – E’ stato estradato ieri un georgiano 28enne, accusato di tentato omicidio, rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, che era stato arrestato in giugno in Ungheria in seguito a un mandato di arresto europeo. L’uomo è accusato di fare parte di un gruppo di georgiani dediti ai furti in appartamenti e cantine.

L’episodio risale a 9 luglio 2012 quando la polizia era intervenuta in via Mantegna per la segnalazione di individui sospetti all’interno delle cantine dello stabile. Giunti sul posto gli agenti erano scesi nelle cantine. Dal corridoio delle cantine, alla intimazione “alt, Polizia”, erano arrivati quattro soggetti che si erano scagliati contro i poliziotti con calci e pugni colpendoli al capo con tenaglie e pinze, oltre che con con una torcia elettrica in dotazione delle Volanti strappata dalle mani di un operatore.

Dopo aver colpito i poliziotti uno dei quattro aggressori era riuscito a sfilare la pistola d’ordinanza dalla fondina di un agente e, dopo avergli puntato l’arma al volto, aveva premuto ripetutatamente il grilletto. I colpi non erano stati esplosi perché era stata inserita la sicura. Gli agenti erano riusciti, comunque, a bloccare, nel corridoio delle cantine, uno dei quattro aggressori. I tre complici, invece, brandendo una tenaglia avevano salito le scale scagliandosi contro un poliziotto che, nonostante i colpi, era riuscito a bloccare uno degli aggressori.

I due, benchè avessero già raggiunto l’uscita, erano tornti indietro per cercare di liberare il complice colpendo, di nuovo, l’agente e cercando di sottrargli la pistola dalla fondina. Vedendo poi arrivare un quarto poliziotto si erano avventati anche contro di lui riuscendo a fuggire.

Subito erano stati arrestati due cittadini georgiani. Le indagini avevano permesso di risalire ad altri due georgiani che erano riusciti a scappare. Uno di loro era stato fermato poco dopo a Reggio Emilia. I tre erano poi stati condannati, rispettivamente, a nove anni e quattro mesi di reclusione, quattro anni ed otto mesi di reclusione e cinque anni e quattro mesi di reclusione.

Il quarto complice, un 28enne, era riuscito a sottrarsi alla cattura. Le ricerche, estese anche in campo internazionale, avevano esito negativo. Il processo a suo carico è in corso di celebrazione. Polizia e Procura della Repubblica avevano continuato le ricerche e, grazie anche ai rapporti instaurati con l’Interpol e le autorità georgiane nel corso dell’operazione Kanonieri Kurdi, erano riusciti ad individuare le nuove generalità utilizzate dal latitante che, in patria, aveva cambiato identità. Gli accertamenti avevano consentito, anche, di scoprire che il latitante era stato, recentemente, in Germania e, quindi, era ragionevole ritenere che potesse viaggiare in area Schenghen.

E’ stato rintracciato e arrestato nel giugno scorso in Ungheria e ieri è stato estradato.