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Silk Faw, il M5S: “Falsa opportunità locale e minaccia a emergenza idrica locale”

REGGIO EMILIA – Ritorna di attualità Il progetto per il grande impianto SILK FAW destinato alla costruzione di super car elettriche e ibride e per cui il Comune di Reggio e la Regione Emilia Romagna si sono prodigati a stendere tappeti rossi. 

Appaiono velleitari ed utopistici i due mesi di ritardo annunciati dal Sindaco Vecchi dato che il problema ufficialmente sembra dovuto alla pandemia da Covid19 ed ai mutati scenari geopolitici causati dalla guerra in Ucraina. Elementi di incertezza non risolvibili in due mesi…. 

Invitiamo il Sindaco ad una maggiore prudenza rispetto a quanto finora dichiarato in quanto l’anno scorso il grande produttore cinese con partecipazione statale FAW attraverso l’operazione BYTON non ha esitato a chiudere lo stabilimento di Ismanning in Germania lasciando a casa centinaia di lavoratori da mesi senza stipendio proprio dopo l’uscita della notizia riguardante l’accordo con il gigante taiwanese FOXCONN per una nuova joint venture in Cina per la costruzione di auto elettriche. Cosa ci avrebbe assicurato che, una volta partiti, lo stabilimento reggiano non avesse seguito lo stesso destino? 

A fronte di una operazione da oltre un miliardo di euro appaiono ora immotivati, inutili e aberranti, anche alla luce delle attuali necessità dei cittadini, i numerosi favori concessi da questa amministrazione ad un operatore privato nell’ambito del rapporto di partenariato delineato dall’Accordo di Programma. Tra questi elenchiamo l’impegno del Comune a ridurre il contributo di costruzione, sino al suo azzeramento per una superficie complessiva di costruito pari a circa 123.000 mq, oneri di urbanizzazione a carico del Comune per un importo complessivo di 4 milioni e 217mila euro e concessione a titolo gratuito delle aree esterne prossime all’impianto, oggetto di impegno alla cessione in favore del Comune da parte di RFI s.p.a. in relazione alla realizzazione della linea alta velocità. 

A tutto questo si sarebbe aggiunto il finanziamento concesso dalla Regione Emilia Romagna da 4,5 milioni di euro della L.R. 18 luglio 2014 per la promozione degli investimenti in Emilia Romagna ad una azienda senza che avesse prodotto neppure una auto. Per quale motico tanta prodigalità? 

Ci chiediamo inoltre a che punto siano le 200 borse di Studio considerate già definite da un punto di vista finanziario del progetto “Officina dei Talenti”, articolato su borse di studio rivolte a circa duecento tra studenti e ricercatori 

Così come sono risultate fuori luogo ed infondate le manifestazioni di vittoria per la scelta della location reggiana quando in realtà Modena si tirò fuori dai giochi per le chiare pressioni della Ferrari. Quale gloria di vittoria se i tuoi avversari si ritirano? 

La prima pietra avrebbe dovuto essere posata nello scorso aprile ed il problema evidente non sembra essere quello della guerra in Ucraina (avvenuta nel febbraio dell’anno successivo) ma della mancanza di capitali della società sino americana Silk-Faw Automotive Group Italy s.r.l. posseduta per l’85% da Mr. Krane che sta cercando di recuperare disperatamente dei capitali ovunque, anche dal PNRR presso INVITALIA. L’impressione allo stato dei fatti è che non sarà possibile raggiungere i 1000 milioni di euro dichiarati ad inizio progetto senza un massiccio intervento cinese che molto probabilmente non ci sarà mai. 

Infine un pesante interrogativo sta emergendo nella attualità che prima è stato sicuramente sottovalutato: la insostenibilità idrica dell’impianto in quadro di emergenza idrica che tocca il presente di tutti noi e che per via dei cambiamenti climatici rischia di non essere emergenziale ma continuativa. La Silk-Faw Automotive Group Italy s.r.l. per produrre le sue automobili avrà bisogno di 123.000 tonnellate / anno di acqua. Una quantità enorme in emergenza idrica. Nel progetto l’acqua che si stima essere utilizzata è prevista in parte essere recuperata da acqua piovana.

Ma questa acqua intercettata dai ben 22 ettari impermeabilizzati non andrà ad alimentare le falde acquifere sotteranee di un territorio che già subisce il prelievo delle 17.000 tonnellate / anno dell’impianto FORSU. Anche se il progetto prevede il riciclo dell’acqua utilizzata con un complesso processo di depurazione è improbabile che l’impianto non sia costretto ad attingere la maggior parte delle sue necessità da falda acquifera. Ciò nonostante, il SIndaco preferisce emanare ordinanze per limitare e sanzionare il privato cittadino che innaffia il proprio orticello nelle pre non gradite al Primo Cittadino…

Se effettivamente il progetto dovesse ripartire sarà necessario rivedere l’imprudente decisione del Servizio Valutazione Impatto e promozione sostenibilità ambientale della Regione Emilia Romagna di escludere da ulteriore procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) questo grande progetto industriale 

Giancarlo Setti – M5S Correggio    Paola Soragni – M5S Reggio Emilia